“Non ci fu abuso sui voli di Stato Atti da archiviare”
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fonte:
- La Stampa
ROMA E’ finita come avevano previsto i fedelissimi di Berlusconi. La Procura della Repubblica di Roma ha inviato al Tribunale dei ministri gli atti sull’affaire dei voli di Stato, per il quale il premier è indagato per abuso d’ufficio, chiedendone l’archiviazione. Nessun reato è stato commesso, nessuna regola è stata infranta: le trasferte in Sardegna degli ospiti diretti a Villa Certosa, e immortalati dal fotografo Antonello Zappadu mentre scendevano dall’aereo «targato» con lo Stellone della Repubblica, sono state fatte tutte in compagnia del premier, titolare dei voli istituzionali: la loro presenza a bordo, dunque, non ha in alcun modo gravato sull’erario né ha costituito una violazione del codice penale. Così sostiene la Procura romana che dal 3 giugno, data dell’iscrizione di Berlusconi nel registro degli indagati, ha spulciato il «book» con centinaia di foto scattate dal fotoreporter: immagini di belle ragazze che se la godevano sui bordi della piscina, e dell’ex primo ministro ceko Topolaneck in déshabillé. Tutto materiale sequestrato su richiesta dell’avvocato di Berlusconi, il deputato Niccolò Ghedini, che ha denunciato il fotografo. Fra altre immagini, stando al racconto di Zappadu, vi sarebbe anche quella delle finte nozze fra il Cavaliere e alcune giovani ospiti. Ma quella è un’altra storia. A interessare i magistrati (l’inchiesta coordinata dal procuratore Giovanni Ferrara e dall’aggiunto Achille Toro è stata condotta dai Pm Calò, Maisto e Saieva) erano le immagini scattate all’aeroporto di Olbia fra il 24 maggio e il 17 agosto dello scorso anno. Cinque i voli nel mirino degli inquirenti. I primi quattro, effettuati il 24, il 25, il 31 maggio e il primo di giugno, riguardano il soggiorno in Italia dell’ex premier ceko Mirek Topolanek. L’ultimo, quello del 17 agosto, è stato il più discusso. Nelle foto, infatti, compaiono 16 persone, fra cui il cantautore Mariano Apicella, «menestrello» del premier, e un’altra artista dalla chioma corvina, mentre scendono dall’aereo presidenziale. Dalle verifiche fatte sia con le immagini che attraverso i documenti sui voli in possesso del ministero della Difesa, è risultato che Berlusconi ha partecipato a tutti quei i viaggi. Ed è proprio questo particolare che ha indotto la procura a chiedere l’archiviazione. Il fatto che il «titolare» di un volo di Stato porti con sé degli ospiti – sostengono i magistrati – non determina un reato perché manca «un danno o un vantaggio patrimoniale apprezzabile» da parte dell’indagato. I magistrati citano una serie di precedenti giuridici, sentenze di proscioglimento per vicende analoghe fra cui quella a favore di Clemente Mastella e Francesco Rutelli, che erano andati a un Gran Premio di Formula Uno con gli «aerei blu» in compagnia di amici. Il secondo elemento che ha indotto i pm a chiedere l’archiviazione per il premier è stato individuato nei documenti ufficiali che disciplinano i voli di Stato: «Riguardo al trasporto aereo – scrive la Procura – non sussiste l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio poiché non vi è alcuna disposizione di legge o regolamento, ma solo direttive della presidenza del Consiglio dei ministri che ne disciplinano l’utilizzo». Il riferimento è alle regole stabilite dal governo Prodi (poi «ammorbidite» da Berlusconi) che impedivano ai ministri e al presidente del Consiglio di portare ospiti a bordo. A questo punto toccherà al Tribunale dei ministri accogliere o meno la richiesta di archiviazione. Di certo, l’ipotesi del proscioglimento del premier è decisamente contrastata dal Codacons, l’associazione dei consumatori che denunciò Berlusconi. «Oggi stesso presenteremo opposizione alla richiesta della Procura – annuncia il presidente Carlo Rienzi -. Dimostreremo come la presenza di persone estranee alle delegazioni sui voli di Stato in realtà comporti un aumento dei costi per l’erario».
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