L'”affaire” voli di Stato si sgonfia
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fonte:
- Il Mattino
Roma. L’«affaire» voli di Stato si sgonfia. Il premier non ha commesso alcun reato dando un passaggio a bordo dell’aereo della presidenza del Consiglio. È questa, in estrema sintesi la «ratio» della richiesta di archiviazione formulata dalla procura di Roma per Silvio Berlusconi, allegata alla trasmissione degli atti al Tribunale dei ministri. «Resta comunque aperta una questione morale», tuona il leader del Pd, Dario Franceschini. Replica Maurizio Gasparri: «Chi annuncia scosse alla fine raccoglie solo fallimenti. La decisione del Tribunale è la giusta risposta ai cialtroni». L’esito della Procura scontato. Niccolò Ghedini, deputato e legale del premier era tranquillo e aveva previsto tutto: «È questo il caso tipico del funzionario pubblico che ha in uso l’auto di servizio e fa salire a bordo la moglie lasciandola lungo il tragitto alla fermata dell’autobus». In questo caso Berlusconi il passaggio l’ha dato a diversi personaggi dello spettacolo in occasione della visita dell’ex primo ministro Ceco Topolanek. La richiesta di archiviazione è giunta ieri al Tribunale dei ministri. Spetterà ora al collegio competente per l’esame di reati ministeriali valutare e decidere se accogliere le richieste formulate dal procuratore Giovanni Ferrara, dall’aggiunto Achille Toro e dal pool di tre pm Calò, Simona Maisto e Giuseppe Saieva impegnati dal 3 giugno scorso a esaminare centinaia di foto scattate dal reporter Antonello Zappadu, oltre che a Villa Certosa anche all’aeroporto di Olbia. Secondo quanto scrivono nelle tre pagine del provvedimento i magistrati di piazzale Clodio, è lo stesso reato di abuso d’ufficio ad «essere insussistente». E ciò in virtù della circostanza secondo la quale le regole che disciplinano l’utilizzo dei cosiddetti «aerei blu» sono delle mere «direttive» emanate da Palazzo Chigi e non «disposizioni di legge o regolamenti», la cui inosservanza comporta il reato di abuso. L’indagine, partita dalle foto pubblicate sulla stampa e da una denuncia del Codacons (quest’ultima si opporrà alla richiesta di archiviazione), ha riguardato cinque voli effettuati tra l’aeroporto di Roma e quello di Olbia, nelle date: 24, 25 e 31 maggio 2008, primo giugno e 17 agosto dello stesso anno. I primi quattro voli, come si legge nella richiesta del procuratore Giovanni Ferrara, dell’aggiunto Achille Toro e dei pm Giuseppe Saieva, Monica Maisto e Ilaria Calò, hanno riguardato il soggiorno in Italia dell’ex primo ministro della Repubblica Ceka, Topolanek. Mentre l’ultimo ha accompagnato Berlusconi e le persone che erano con lui in un’altra occasione. La Procura ha accertato che gli ospiti diretti a Villa Certosa hanno «sempre viaggiato con il presidente Berlusconi». Da ciò è emersa l’insussistenza anche della ipotesi di reato di peculato sulla base di una sentenza della Cassazione del 2007, secondo la quale viaggiare a bordo di un volo di Stato con chi ne ha diritto istituzionalmente non evidenzia rilevanze penali. Secondo la Suprema Corte, infatti, in questo caso non si è in presenza nè di «un danno» nè «di un vantaggio patrimoniale apprezzabile». La Procura di Roma, inoltre, ha inviato per competenza territoriale gli atti dell’indagine su Zappadu alla magistratura di Tempio Pausania. Nel fascicolo c’è anche la denuncia bis dell’avvocato Niccolò Ghedini che due giorni fa aveva chiesto il sequestro – stavolta non eseguito – delle 5000 foto dell’archivio del fotoreporter sardo. Tra gli scatti giudicati diffamatori, almeno secondo il racconto fatto dallo stesso Zappadu delle foto scattate, quelli che ritrarrebbero il presidente del Consiglio in compagnia di alcune belle e giovani donne in una sorta di «matrimonio» celebrato nei giardini di Villa Certosa.
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