17 Giugno 2009

Voli di Stato, la procura chiude il caso

«Da archiviare gli atti su Berlusconi». Scontro D’Alema-Maroni

 ROMA Ospitare passeggeri su un aereo di Stato, purché si voli in compagnia del premier in un viaggio istituzionale, non costituisce reato per il presidente del Consiglio. È questa la «ratio» della richiesta di archiviazione formulata dalla procura di Roma per Silvio Berlusconi, allegata alla trasmissione degli atti al Tribunale dei ministri. L’affaire «voli di Stato», l’iscrizione del premier sul registro degli indagati per l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio, giunge ad un primo, prevedibile, esito. Spetterà ora al collegio competente per l’esame di reati ministeriali decidere se accogliere le richieste del pool della Procura che dal 3 giugno ha esaminato centinaia di foto scattate dal reporter Antonello Zappadu, oltre che a Villa Certosa – vicenda per la quale è sotto inchiesta per tentata truffa e violazione della privacy – all’aeroporto di Olbia. ESAMINATE LE FOTO Nel teleobiettivo di Zappadu 16 persone, compresa la scorta del premier, tra cui il cantautore Mariano Apicella, una cantante e altri «manifesti passeggeri», come li definisce la procura nella richiesta di archiviazione. Per i magistrati di piazzale Clodio, è lo stesso reato di abuso d’ufficio a «essere insussistente».  L’indagine partita dalle foto pubblicate sulla stampa e da una denuncia del Codacons – ha riguardato cinque voli, effettuati tra l’aeroporto di Roma e quello di Olbia, nelle date: 24, 25 e 31 maggio, primo giugno e 17 agosto del 2008. La Procura ha accertato che gli ospiti diretti a Villa Certosa hanno «sempre viaggiato con il presidente Berlusconi». Ora la Procura di Tempio sta controllando gli scatti di Zappadu, che ritrarrebbero il presidente del Consiglio in compagnia di alcune belle donne in una sorta di «matrimonio» celebrato nei giardini di Villa Certosa. PDL E COMPLOTTO Il Pdl insiste: contro il premier è in atto un complotto. Ne è convinto il ministro per l’Attuazione del programma Gianfranco Rotondi. Lo conferma il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto. Ma ora molti dei «castelli di fango» costruiti contro il premier (l’espressione è del senatore del centrodestra Giuseppe Esposito) si starebbero sgretolando. Come «dimostra» la vicenda dei voli di Stato. D’ALEMA-MARONI Il centrosinistra risponde piccato: non esiste proprio nessun complotto contro il Cavaliere, piuttosto è «gravissimo» quello che ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni che, cercando di interpretare il ?D’Alema-pensiero? su possibili «scosse» in arrivo per il governo, lo ha associato alla «ripresa di attività eversive» da parte delle Br. «Quello che ha fatto Maroni – replica Massimo D’Alema – è un accostamento indecente». Il ministro dell’Interno «farebbe bene a contrastare la criminalità» invece di dire «cose insensate». Anche perché, ricorda, mentre Maroni negli anni del terrorismo «faceva non si sa cosa», lui, «dirigente del Pci» combatteva le Br. «Cosa che abbiamo fatto con fermezza pagando anche un tributo di sangue». INTERVIENE IL PD Il segretario Dario Franceschini chiedendo al ministro leghista di ritirare le sue «parole inqualificabili». Il capo dei senatori Anna Finocchiaro definisce «azzardato e pretestuoso» l’accostamento tra «le affermazioni di D’Alema e l’insorgere di nuovi fenomeni brigatisti». Il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa non ha dubbi: «Chi evoca complotti dovrebbe fare nomi e cognomi. Altrimenti sarebbe meglio tacere». In serata un nuovo affondo arriva da Umberto Bossi: «Maroni ha infilato alcuni agenti dei Servizi e della Digos e hanno trovato che nel giro di sinistra c’è l’intenzione di ricostituire le Br». D’altronde, «quando perde, la sinistra diventa cattiva».

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