“Nessun aumento di costi per gli ospiti sugli aerei blu”
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fonte:
- La Nazione
La procura: archiviare gli atti «Nessun aumento di costi per gli ospiti sugli aerei blu»
ROMA VOLI DI Stato, nessun reato. La Procura di Roma chiede al Tribunale dei ministri l’archiviazione per il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, indagato per abuso d’ufficio. Come era nell’aria da giorni i pm romani, con l’avallo del procuratore Giovanni Ferrara, hanno stabilito che non si configura alcun reato nel «dare un passaggio» a bordo del velivolo di Stato se è presente la personalità istituzionale che ha diritto al servizio. La richiesta è stata allegata agli atti trasmessi al Tribunale dei ministri al termine di alcuni accertamenti che hanno permesso di stabilire che gli ospiti diretti in Sardegna «hanno sempre viaggiato in compagnia del premier». NELLE TRE pagine del provvedimento i pm scrivono che «è insussistente il reato di abuso di ufficio» in virtù del regolamento (non è legge) che disciplina l’utilizzo dei velivoli di Stato. Non soltanto. I pm avevano anche cercato di approfondire se si potesse configurare (non nei confronti del presidente del premier) il reato di peculato. Ma anche qui non c’è nulla da eccepire: una sentenza della Cassazione relativa al 2007 stabilisce che viaggiare su un aereo di Stato in compagnia di un’autorità che ha diritto di utilizzarlo non evidenzia rilevanze penali. Non si è in presenza «nè di un danno (non c’è aumento di costi se il velivolo viaggia in tre o più persone) nè di vantaggio patrimoniale apprezzabile (ossia il costo del passaggio offerto)». L’INDAGINE era partita da una denuncia di Codacons sulla base delle foto scattate a Olbia dal fotografo Antonello Zappadu. Le immagini testimoniavano la presenza, sugli aerei, di ospiti del presidente in particolare il 24, 25 e 31 maggio 2008, il primo giugno e il 17 agosto dello stesso anno. I primi quattro voli hanno riguardato il soggiorno in Italia dell’allora premier della Repubblica Ceca, Topolanek, l’ultimo uno spostamento di Berlusconi in Sardegna in compagnia di altre persone. Sereno il premier che, con i suoi, ha insistito sull’insussistenza delle accuse: «Non potevano dimostrare che non ero a bordo». La questione potrebbe chiudersi qui anche se resta in piedi l’inchiesta sul fotografo Zappadu, accusato di violazione della privacy e tentata truffa: gli atti sono stati trasmessi a Tempio Pausania. Nel fascicolo è compresa la denuncia-bis del legale del premier, Nicolò Ghedini, che l’altro giorno ha chiesto un nuovo sequestro di immagini «rubate» da Zappadu in Sardegna. La richiesta non è stata accolta dai magistrati. Il fotografo ha annunciato di avere circa 5.000 scatti del premier in compagnia di diversi ospiti di Villa Certosa. Potrebbe chiudersi, con il pronunciamento del Tribunale dei ministri, ma il Codacons ha anticipato che si opporrà all’archiviazione. In programma, il deposito di una memoria per dimostrare che, comunque, l’ospitalità offerta ad altri passeggeri ha dei costi che devono essere valutati. In particolare il Codacons fa riferimento alla assicurazione obbligatoria. DIVISO il mondo politico. Dal centrodestra è un coro di accuse all’opposizione per aver «gonfiato» una vicenda che non ha presupposti giuridici. Da sinistra Franceschini rimanda la palla: «A noi non è mai interessata la parte penale di questa vicenda, ma il dato morale, la moralità pubblica». La risposta di Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, non si fa attendere: «Erano solo speculazioni giornalistiche e parlamentari».
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