Nella vicenda dei voli di stato non c’è reato
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fonte:
- L`Unità
Nella vicenda dei voli di stato usati per accompagnare a Villa Certosa amici, musicisti e ballerine di flamenco non c’è reato. Lo ha stabilito la procura di Roma che ieri ha inviato al tribunale dei ministri le carte dell’inchiesta aperta dopo un esposto del Codacons e sulla base degli scatti sequestrati al fotografo Antonello Zappadu chiedendo l’archiviazione per il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Spetterà ora al collegio competente per l’esame di reati ministeriali valutare la richiesta formulata dal procuratore Giovanni Ferrara, dall’aggiunto Achille Toro e dai pm Ilaria Calò, Simona Maisto e Giuseppe Saieva e decidere sull’eventuale archiviazione dell’accusa di abuso di ufficio. Perché dal documento di tre pagine redatto dalla procura romana un dato emerge con chiarezza: e cioè che non è reato ospitare sui voli di stato ospiti e passeggeri "estranei" a patto che a bordo dell’aereo ci sia anche il presidente del Consiglio. Questo perché, hanno spiegato i magistrati nella loro richiesta, il reato di abuso di ufficio non sussiste in quanto sul punto «non vi è alcuna disposizione di legge o di regolamento ma solo direttive della presidenza del consiglio dei ministri che ne disciplinano l’utilizzo». Sono cinque i voli di stato finiti sotto la lente d’ingrandimento della procura romana: quattro, effettuati il 24, 25 e 31 maggio e 1 giugno 2008, fanno riferimento alla visita dell’allora primo ministro ceco Topolanek, mentre l’ultimo (del 17 agosto 2008) riguardava Berlusconi ed altre persone che erano in sua compagnia. In tutti i voli, hanno scritto Ferrara e gli altri pm del pool, «non sono emersi casi di soggetti estranei che hanno viaggiato in assenza del presidente». Un elemento che non rende configurabile l’ipotesi di reato di abuso di ufficio nè, stando ad una sentenza della Cassazione del 2007, quella di peculato visto che la presenza dei «manifesti passeggeri» non avrebbe arrecato «un danno di un vantaggio patrimoniale apprezzabile». Di qui la richiesta di archiviazione al Tribunale dei ministri contro cui il Codacons ha annunciato di voler presentare ricorso. «Depositeremo una memoria per dimostrare come vi siano comunque costi per l’erario determinati dalla presenza di soggetti estranei alle delegazioni sui voli di Stato – dichiarava infatti ieri Carlo Rienzi – Costi legati sia alla necessità di scegliere aerei di dimensioni maggiori sia all’esigenza di un’assicurazione obbligatoria per i trasportati». Ma se la vicenda si avvia a concludersi sul piano della giustizia, diverso è il discorso su quello politico. «A noi non è mai interessata la parte penale – ha spiegato il segretario del Partito Democratico Dario Franceschini – ma il dato morale, la moralità pubblica». NUOVI SVILUPPI Argomenti che probabilmente non peseranno sull’indagine avviata dal Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica che nella prossima riunione a San Macuto si occuperà di nuovo della vicenda. La scorsa settimana, infatti, Aisi e Aise hanno consegnato sul tavolo del presidente Francesco Rutelli le informazioni richieste sull’uso dei voli di stato Cai di competenza delle agenzie. Dati che i componenti del Copasir sin qua non hanno studiato compiutamente ma che saranno di nuovo analizzati nella prossima riunione nel tentativo di capire quali siano le dimensioni dell’impegno "extra attività" dei voli di stato di competenza delle agenzie e, eventualmente, quanti di questi siano stati utilizzati dal premier Berlusconi, con quali piani di volo e con quali passeggeri ospiti. «Anche perché – confida uno dei membri del Comitato – non ci è ancora chiaro se i voli su cui ha indagato la procura fossero di competenza della presidenza del Consiglio o delle agenzie». E la "discovery" potrebbe non finire qui visto che il Copasir ha deciso di scavare fino in fondo negli ultimi dieci di "aerei blu", anche per capire l’andamento della spesa sostenuta dalle casse pubbliche. E in questo secondo "filone" dovrebbe rientrare anche la questione dei cinque velivoli della scuderia Mediaset a cui la presidenza del Consiglio ha attribuito lo status di voli di stato. I legali del premier, di fronte al documento Enac pubblicato da l’Unità, hanno minacciato querele spiegando che le spese sostenute per l’attività dei mezzi sono state interamente a carico del presidente del Consiglio. Il comitato parlamentare, però, vuole vederci chiaro. I pm di Roma hanno chiesto al tribunale dei ministri l’archiviazione dell’accusa di abuso d’ufficio a carico di Silvio Berlusconi. Ma il Comitato parlamentare per la sicurezza va avanti e scava in dieci anni di "aerei blu".
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