17 Giugno 2009

Inflazione al minimo. Così solo nel 1968

 ROMA – È un inizio d’estate freddo quello che le famiglie italiane si ritrovano nel carrello della spesa di tutti i giorni. I prezzi stanno infatti rallentando vistosamente la loro tradizionale corsa, tanto che l’inflazione è arrivata a maggio allo 0,9%, il minimo dal 1968. Ma per i beni di prima necessità, quelli che vengono acquistati quasi ogni giorno (dagli alimentari ai giornali, dalle sigarette alla benzina), la frenata è stata ancora più evidente, con una discesa allo 0,6%. A raffreddare i prezzi è stato soprattutto il comparto energetico, lo stesso che l’anno scorso è stato responsabile di una estate bollente, con un’inflazione al galoppo al 4%. Tra i beni quotidiani sono stati infatti proprio i carburanti a mettere a segno la flessione più significativa. Anche per molti degli altri componenti della spesa quotidiana, che rimangono comunque sopra il +0,6% complessivo, si è registrata una frenata rispetto ai tassi di crescita aprile. Per gli alimentari, ad esempio, si è passati da un aumento su base annua del 2,7% a +2,5%. Ed è rallentato anche il tasso di incremento di alcolici e tabacchi (da +5,1% a +5,0%). Anche per quei prodotti o servizi con cui le famiglie si trovano a fare i conti con «media frequenza», come l’abbigliamento, l’inflazione è scesa dall’1,2% di aprile allo 0,9%. Per le associazioni dei consumatori però c’è ben poco da festeggiare.  Adusbef, Codacons, Federconsumatori e Adoc continuano infatti a puntare il dito contro i rincari degli alimentari, che mostrano ancora rialzi sopra il 2%.  «Il calo dell’inflazione – commenta il Codacons – è illusorio, una diminuzione virtuale dovuta al comparto energia». Solo per gli alimentari infatti, calcola l’associazione, si dovranno sborsare 420 euro in più nel 2009.

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