Contento, felice, addirittura entusiasta
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fonte:
- l`Adige
ROMA – Contento, felice, addirittura entusiasta. Chi ha avuto modo di parlare con Silvio Berlusconi al suo rientro da Washington non lesina aggettivi per descrivere la soddisfazione del presidente del Consiglio. «È andata benissimo, è stato un vero successo», ha ripetuto per tutto il giorno ai diversi interlocutori che gli chiedevano dell’incontro alla Casa Bianca con Barack Obama. Visita che unita alla richiesta di archiviazione dell’inchiesta sui voli di Stato riferitagli al suo ritorno lo ha reso davvero raggiante. Visita, quella negli Usa che, agli occhi del presidente del Consiglio, è stata la migliore risposta a chi – opposizione in testa – vedeva freddezza da parte dell’amministrazione americana nei confronti del governo Italiano dopo quella battuta pronunciata dal premier al Cremlino sulla «abbronzatura» di Obama. Difficoltà sempre negate dal Cavaliere e dal suo staff. Anche se a Palazzo Chigi nessuno ha mai negato l’importanza e la delicatezza della missione a Washington, attesa con trepidazione e preparata nei minimi dettagli per non sbagliare una mossa. È anche la cronaca degli ultimi mesi a mostrare come Berlusconi abbia sempre cercato un contatto faccia a faccia con il nuovo presidente degli Stati Uniti, che tuttavia dal G20 di Londra al summit Ue-Usa di Praga era sempre mancato. A Washington, in un’atmosfera comunque dettata dai sorrisi della diplomazia, Obama si è lanciato in elogi e in confidenze. Berlusconi ha incassato tutto quello che poteva incassare e ha rilanciato davanti al presidente Usa l’alleanza: «Siamo stati amici leali con Clinton, poi con Bush e lo saremo ora con Obama», ha detto al presidente afroamericano. E così ora il presidente del Consiglio può tirare un sospiro di sollievo. Appena sceso dalla scaletta dell’aereo, Berlusconi ha voluto condividere la sua felicità con alcuni ministri. Mentre più tardi, con i più stretti collaboratori, si è tolto anche qualche sassolino dalle scarpe. In primo luogo verso la stampa. Perché l’incontro alla Casa Bianca, è stato il suo ragionamento, dimostra che chi ha cercato di screditarmi e di danneggiare la mia immagine all’estero con degli scandali inventati ha fallito. Un riferimento ai media nostrani, certo, ma anche alla stampa straniera visto che più di un quotidiano internazionale lo ha criticato per le vicende di Noemi Letizia, le foto a Villa La Certosa e le «euro-veline». La sensazione del premier, ora, è di poter voltare pagina. Come dimostra il coro di voci levatesi dal Pdl per sottolineare come «gli uccelli del malaugurio siano stati smentiti». Ma l’opposizione, non offre il fianco alle polemiche. Ed anzi, si dice contenta dell’esito dell’incontro. Il Pd, con Sandro Gozi, nega di aver tifato contro l’Italia, mentre persino l’Italia dei Valori – solitamente molto critica con il premier – si dice «soddisfatta» per come sono andate le cose. Intanto, al suo rientro, Berlusconi ha ricevuto un’altra buona notizia: la richiesta di archiviazione dei pm romani per l’inchiesta sui voli di Stato. Una decisione ampiamente attesa dal legale del Cavaliere, Niccolò Ghedini, ma comunque bene accolta da Berlusconi. Certo, lui stesso sa che alle buone notizie potrebbero presto seguirne di cattive. «Ci aspettiamo nuove tegole sulla testa, anzi le diamo per scontate da qui al G8», confida un alto dirigente del Pdl. Il timore è sempre lo stesso: nuove foto «imbarazzanti» o nuove azioni dei pm alla vigilia del summit dell’Aquila. Intanto incassa anche la richiesta di archiviazione della vicenda «voli di Stato». Per la Procura di Roma ospitare passeggeri su un aereo di Stato, purché si voli in compagnia del premier in un viaggio istituzionale, non costituisce reato. È questa, in estrema sintesi, la «ratio» della richiesta di archiviazione formulata dalla procura di Roma allegata alla trasmissione degli atti al Tribunale dei ministri. Spetterà ora al collegio competente per l’esame di reati ministeriali decidere se accogliere le richieste del procuratore Giovanni Ferrara che ha esaminato centinaia di foto scattate dal reporter Antonello Zappadu. La denuncia era partita dal Codacons che ora protesta per la richiesta di archiviazione.
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