16 Giugno 2009

Tv, primi passi del Lazio digitale

Dalla scorsa notte lo switch-off. A settembre spegnimento completo del segnale analogico  Raidue e Rete4 sul Dtt. Dgtv: pronto il 70% delle famiglie

 È scattato ieri il passaggio in Lazio dei primi due canali televisivi dall’analogico al digitale. Raidue e Retequattro sono ora visibili solo per chi ha un decoder da collegare alla presa scart del televisore, quella a cui si attacca il videoregistratore o, in alternativa, una tv con ricevitore dtt integrato. L’operazione, che ha già riguardato la Valle d’Aosta, il Piemonte e il Trentino debutta così nel Lazio, nella provincia di Roma e quasi in tutta la regione, a eccezione di alcuni comuni soprattutto nelle province di Viterbo, Rieti e Frosinone. In un secondo momento, tra il 16 e il 30 novembre prossimo, verrà spento il segnale analogico di tutti gli altri canali presenti sul territorio e sarà possibile ricevere tutta l’offerta televisiva terrestre gratuita esclusivamente in digitale, processo che riguarderà in varie tappe tutta l’Italia per arrivare a completamento nel 2012.È possibile consultare la lista dei comuni laziali coinvolti sul sito del ministero dello Sviluppo economico – Dipartimento per le comunicazioni (www.decoder.comunicazioni.it) e sul sito www.laziodigitale.tv.A oggi sono 7 famiglie su 10 a essere pronte ad accogliere la nuova tecnologia televisiva. Secondo i dati di Dgtvi, l’associazione degli editori che promuove la diffusione del digitale (tra cui ci sono Rai, Mediaset e Telecom Italia Media), nella regione del Centro italia 5 famiglie su 10 hanno già il decoder, mentre 2 famiglie su 10 possono vedere i programmi in digitale attraverso il satellite o l’Iptv, la televisione via internet. Da oggi quindi, il 70% dei nuclei familiari può continuare a vedere Raidue e Retequattro. In totale la popolazione coinvolta è di 4,5 milioni di persone, di cui 2,7 milioni nella sola provincia di Roma.Per agevolare la fascia economicamente più debole, il ministero dello sviluppo economico ha predisposto un programma di contributi per l’acquisto del decoder. Per usufruire del contributo, consistente in uno sconto di 50 euro per l’acquisto di un decoder di tipo interattivo, che permette di vedere anche i canali a pagamento, è sufficiente recarsi presso i rivenditori autorizzati. Condizioni per beneficiarne: residenza in uno dei comuni coinvolti nello switch-over del 16 giugno 2009, età uguale o superiore ai 65 anni (compiuti o da compiersi entro il prossimo 31 dicembre), reddito uguale o inferiore ai 10 mila euro (riferito alla dichiarazione dei redditi per l’anno 2007), prova dell’effettivo pagamento del canone televisivo dell’anno in corso. I soggetti interessati, inoltre, non dovranno mai aver usufruito di precedenti contributi per l’acquisto del decoder per il digitale terrestre.Non è previsto, invece, alcun incentivo per il decoder di 30 euro circa che permette di vedere solo i canali in chiaro e non quelli pay per view. Per quanto riguarda invece i televisori, dal 3 aprile scorso sono in vendita solo quelli dotati di decoder integrato e di un apposito «bollino bianco» che attesta la compatibilità dell’apparecchio con la nuova tecnologia. Questi apparecchi consentono di vedere solo i canali in chiaro. Per vedere quelli a pagamento bisogna comprare una tv dotata di smartcam o comprare a parte un dispositivo cam (common access module). che legge i segnali delle schede pay per view. Sul passaggio al digitale, il Codacons, associazione che tutela i diritti dei consumatori, ha fatto una stima sui costi a carico della collettività.  Considerando un bacino di utenza pari a 20 milioni di famiglie (che non godono del contributo di 50 euro previsto dal ministero dello sviluppo economico) e un costo medio del decoder pari a 60 euro, secondo il Codacons, se si prevede che ogni famiglia acquisterà almeno due apparecchi disponendo in casa di più tv, la spesa tocca quota 2,4 miliardi di euro. Dato che s’impenna fino ad arrivare a 5 miliardi di euro, ritenendo che molti cittadini, in vista del passaggio al digitale, hanno deciso di acquistare un televisore di nuova generazione che includa già il decoder (i cui prezzi medi variano dai 300 ai mille euro), e visto che molte famiglie necessiteranno dell’intervento a pagamento di un antennista per regolare le immagini dopo lo switch-over.

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