5 Giugno 2009

Il premier: un mandante dietro agli attacchi E sulla sua iscrizione nel registro degli indagati: “Sarà archiviato tutto”

L’inchiesta sui voli di Stato. La Procura di Roma ora avvia indagini mirate per identificare le persone ospitate sui velivoli

ROMA. «Dietro le accuse contro di me c’è un mandante italiano». Da mercoledì sera Silvio Berlusconi imperversa in tv per minimizzare il Casoria-gate con Noemi e il suo coinvolgimento nell’indagine sui voli di Stato come atto dovuto per abuso d’ufficio («non significa niente e sarà archiviato tutto»), prendersela con la stampa e accusare la sinistra «sgangherata». «Penso a un gruppo italiano – spiega -. So come funzionano i giornalisti stranieri nei salotti romani, sono giornalisti che attingono ai giornali di sinistra». Ma Berlusconi individua anche un altro «mandante», niente di meno che il magnate australiano dell’editoria Rupert Murdoch, tra l’altro proprietario di Sky e del Times: «Non voglio essere cattivo, ma con l’episodio dell’Iva su Sky (raddoppiata dall’attuale governo, ndr) si è creata una frattura con il gruppo di Murdoch e ci sono stati una serie di articoli critici nei miei confronti. Non voglio essere maligno ma…». E sui voli di Stato spiega: «C’è una norma, varata dalla presidenza del Consiglio, che prevede che il premier, quando utilizza un aereo, possa portare con sè a costo zero persone che ritiene di dover portare». Se poi «vogliamo parlare di costi – aggiunge -, io vorrei far vedere i conti per aver ospitato una settimana in Sardegna Mubarak e la sua famiglia oppure il premier della Repubblica Ceca. Mi spiace doverlo dire ma sono tutti costi che ho pagato io, una cifra importante senza un solo euro di costo da parte dello Stato. Da Roma porto cuochi e camerieri». Ma l’opposizione insiste. «Allargare i voli di Stato ad amici e conoscenti è il problema di serietà e moralità della politica», dice il segretario del Pd Dario Franceschini. Da Massimo D’Alema arriva poi un giudizio politico: «Le spese dei voli di Stato, con il governo Prodi, erano di 23 milioni in un anno e sono schizzati a 60 milioni. In un momento di crisi, in cui si puniscono i dipendenti pubblici assenteisti, forse il governo dovrebbe dare il buon esempio». Nella polemica interviene anche l’ex premier Romano Prodi: «Se c’è stato un uso improprio dei mezzi di Stato vuol dire che la legge del principe è diversa da quella del popolo». Intanto, sul fronte dell’inchiesta arriva la notizia che la Procura di Roma chiederà al Tribunale dei ministri indagini mirate che riguarderanno l’identificazione delle persone ospitate sui velivoli, la verifica delle autorizzazioni dei piani di volo e da chi, eventualmente, furono rilasciate.  Il fascicolo processuale, aperto sulla base di una denuncia del Codacons, sarà trasmesso all’apposito collegio competente per i reati ministeriali non appena sarà terminata la visione delle centinaia di foto che ritraggono ospiti del premier che avrebbero viaggiato su velivoli dell’ Aeronautica militare alla volta della Sardegna.
 

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