Voli di Stato, premier indagato
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fonte:
- Il Secolo XIX
Roma. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è indagato dalla procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sui voli di Stato. La notizia arriva al premier poco prima delle 23, mentre si trova a Milano reduce dall’intervista del pomeriggio a Porta a Porta. È una nota Ansa a scuotere ulteriormente il mondo politico. Fonti giudiziarie sottolineano che l’iscrizione nel registro degli indagati è«un atto dovuto», al quale potrebbe seguire una rapida archiviazione, ma non basta a contenere l’effetto-bomba. L’inchiesta era stata avviata dopo la denuncia presentata dal Codacons sul trasferimento in Sardegna di ospiti del premier su velivoli dell’Aeronautica militare. L’ipotesi di reato è quella di abuso d’ufficio. Poche ore prima Berlusconi, ospite di Porta a Porta, mostra ancora una volta i muscoli agli avversari. «Certo che andrei nuovamente alla festa di compleanno di Noemi. Promisi di andare ed io le promesse le mantengo. Alle domande che mi rivolgono non rispondo: ho risposto all’unica domanda che si poteva porre ad un presidente del Consiglio. Ed ho negato che ci fosse nulla di sconveniente nell’aver preso parte a quella festa. Il resto sono solo menzogne della sinistra. Ma gli italiani hanno capito: tanto è vero che il mio gradimento è al 74%. Ben più alto dell’interno governo, e del Pdl che è tra il 40 ed il 43%»: Così il premier è tornato ad affrontare lo "scandalo Noemi". Ma non ha aggiunto nulla al puzzle che si sta componendo: «Tutto riguarda il privato di quella famiglia ed il mio: in Italia la libertàè il fondamento della nostra Costituzione, che ha al primo punto la privacy del cittadino». Il premier ha però dato corpo al fantasma del complotto che sarebbe stato organizzato ai suoi danni: ha apertamente puntato il dito sul Tycoon dell’editoria, Rupert Murdoch. «I giornali stranieri vengono continuamente "insufflati" dalla sinistra. Ne ho la certezza. Ci sono giornali che appartengono a qualcuno (Murdoch, appunto, n.d.r.) che si contrappone al gruppo Mediaset, nel campo della televisione. Ma si sappia che quegli articoli hanno un indice di lettura inferiore all’uno per cento, anche all’estero. Il prestigio del presidente del Consiglio è elevatissimo: sono riuscito a fare cose di grandissimo livello», ha detto Berlusconi. Il passo successivo è stato puntare il dito dritto contro il Pd: «Non mi è mai passato per l’anticamera del cervello l’idea di mollare: gli italiani mi hanno dato una responsabilità e devo portare avanti il governo. Anche l’ipotesi di ricorrere al voto anticipato è pura fantapolitica. Sono stati la sinistra, ed i giornali che li fiancheggiano, che, non avendo possibilità di rivolgere critiche a questo governo, hanno lanciato una campagna di delegittimazione e di calunnia. Vivono solo di quello. So per certo che dopo il voto Enrico Letta andrà con l’Udc e pure Francesco Rutelli lascerà il Pd. Ma, parafrasando una canzone che parlava di me, potrei dire "Per fortuna che Dario c’è". Non una cosa di quelle che mi ha contestato il segretario del Pd in queste ore è vera». Nello stesso momento, dagli studi de La 7, Dario Franceschini, implicitamente, gli rispondeva. «Antiberlusconismo? Non so neppure di cosa si tratti. Non è una categoria del pensiero. Se mai lo è stata si è chiusa con la nascita del Pd. Ma l’opposizione ha il dovere di farsi sentire, quando si attacca la magistratura o la stampa, ad esempio. Noi non abbiamo né chiederemo mai le dimissioni per le vicende personali del premier. Ma cosa diversa è l’abuso dei voli di stato: questo è un problema pubblico, che i contribuenti pagano». Proprio ieri, si è appreso che la Procura di Roma, che sta indagando sull’uso di questi velivoli (secondo un’inchiesta de L’Espresso, potrebbero arrivare a costare 600 milioni l’anno, n.d.r.) potrebbe trasferire l’indagine al Tribunale dei Ministri, ipotizzando o il reato di abuso d’ufficio o, addirittura, quello di peculato. Ma la fase più calda della campagna elettorale per le europee, non si è giocata solo negli studi televisivi. Ieri il ministro degli Esteri attuale, ed il suo predecessore, se ne sono dette di tutti i colori, dai palchi degli ultimi comizi. Ha attaccato Massimo D’Alema: «Quando, all’estero, sanno che uno studente o imprenditore arriva dall’Italia si mettono a ridere. Lo dico con dolore: ma i giornali stranieri, i cui direttori non sono nominati da Berlusconi, dicono quello che pensano». E, proprio ieri, ad attaccare il governo sono stati i periodici tedeschi che hanno usato toni ed argomenti simili a quelli adottati dai britannici. «Se la saga Noemi fosse avvenuta in un altro qualsiasi paese europeo, sarebbe già finita con le dimissioni del premier. In Italia no: Berlusconi vanta il 73% di gradimento» attacca il settimanale Stern. Sueddeutsche scrive: «Per anni il politico populista non ha mai temuto di sfruttare la sua vita personale al servizio del suo potere. Per questo appare grottesco che egli, ora, se la prenda con i fotografi». Nel giro di un’ora è arrivata la risposta dell’attuale responsabile della Farnesina, Franco Frattini: «Nessun italiano dovrebbe essere contento del fatto che qualcuno, all’estero, possa ridere del nostro paese. In realtà la stampa straniera lavora così: si scrivono articoli in Italia, i corrispondenti li traducono, vengono ripubblicati, creando così una rete di stampa ostile all’Italia». Nello studio di Bruno Vespa, Berlusconi aveva detto: «Per la crisi, in Italia, nessuno sta morendo di fame. Oggi nessuno di quelli che sta perdendo il lavoro, non ha un aiuto dallo Stato. La cassa integrazione c’è anche per i precari come per i lavoratori a progetto». «Ma in quale mondo vive Berlusconi? -è stata la risposta, a tamburo battente, di Cesare Damiano, ex ministro del lavoro, Pd – Questa è la dimostrazione di una colpevole ignoranza».
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