Berlusconi: devo portare avanti il governo
-
fonte:
- Gazzetta del Sud
ROMA «Non mollo, non mi è mai passato nemmeno per l’anticamera del cervello». Da tale antifona parte Silvio Berlusconi, seduto sulla poltroncina bianca di «Porta a porta» ospite di Bruno Vespa, per picconare ad una ad una le accuse piovute addosso a lui negli ultimi giorni e alla vigilia del voto per europee ed amministrative. «Devo portare avanti il governo del Paese», spiega il premier derubricando a «fantapolitica» l’ipotesi di una sua volontà di andare al voto anticipato. Il Cavaliere è convinto invece di aver fatto molto in questo primo anno di governo e, soprattutto, di averlo fatto bene. Perciò è pronto a respingere al mittente le critiche. A partire da quella che lo vorrebbe reo di abuso d’ufficio per uso improprio dei voli di Stato. «Sono nella tranquillità più assoluta assicura perché abbiamo seguito le regole». Le accuse sono «cose molto meschine, perchè un premier è costretto per ragioni di sicurezza ad usare voli di Stato e se c’è qualche persona in più non costa una lira». Allo stesso modo, quanto alle foto nella sua Villa in Sardegna, Berlusconi pensa che «siano scatti assolutamente pubblicabili». «Ci si approfitta del fatto che non ci sono troppe persone a guardia aggiunge . Io non ho un esercito ma credo che sia giusto fare una difesa della propria privacy». Il premier torna sul caso Noemi, per dire: «ci ritornerei a quella festa, visto che avevo fatto una promessa e io tutte le promesse le mantengo». Il resto sono «cose assolutamente inventate», nulla di cui pentirsi, «nulla di piccante». Dall’immigrazione alla ricostruzione dell’Abruzzo, passando per il piano casa ed il rilancio del turismo nel Belpaese, Berlusconi snocciola l’elenco delle cose fatte, convinto di raccogliere i frutti nel voto dei prossimi weekend. Ed assicura di non temere «il sorpasso della Lega», creando un piccolo caso quando prima si sbilancia nel promettere la presidenza del Veneto alla Lega, poi fa marcia indietro. «Abbiamo, per il futuro delle regioni del Nord, già in mente di attribuire alla Lega delle cariche importanti, come la presidenza della Regione Veneto. Ne abbiamo parlato alcune volte, ne parleremo ancora e questo rientrerà in un piano di accordi complessivi che sono sicuro saranno presi con la soddisfazione di entrambi». Alla Lega, alleato assolutamente leale», Berlusconi non esclude neppure di poter affidare il governo della Lombardia. Ma poi, mentre già protesta il PdL locale, frena precisando che «il partito che otterrà il miglior risultato in Veneto indicherà il futuro presidente della Regione». Il premier va all’attacco anche di chi lo accusa di essere stato alla finestra sul caso Opel. «Sulla Fiat non ci è stato chiesto di intervenire ed io ne sono lieto, perchè credo nel libero mercato. Noi siamo ancora a disposizione, se i vertici Fiat richiedessero un nostro intervento, lo faremo. Ma vorrei sottolineare che non siamo quella merchant bank che aveva fatto di Palazzo Chigi il signor D’Alema». Per gli avversari politici del Pd il premier prevede un futuro gramo. «Conteranno zero in Europa, sono destinati a restare da soli perchè sono stati incapaci, per le loro divisioni interne, di andare di qua o di là ed il voto a loro è sprecato», afferma in vista delle europee. Il Cavaliere insiste poi sulla convinzione che il Pd vada incontro ad uno smembramento. «Enrico Letta andrà nell’Udc. Rutelli fonderà un suo partito. Alcuni deputati passeranno con Bertinotti», pronostica subito smentito dagli interessati. Con gli avversari politici Berlusconi è comunque disposto a fare una legge di iniziativa parlamentare per la riduzione del numero dei parlamentari. Ma intanto, da martedì prenderà il via la raccolta delle firme ai gazebo per una legge di iniziativa popolare. Legata alla polemica contro le opposizioni è la polemica contro la stampa straniera che lo attacca. «Giornali insufflati da gruppi editoriali italiani, ne abbiamo la certezza afferma il premier o che appartengono a qualcuno che sui contrappone al gruppo Mediaset nel settore delle Tv». Come il magnate dell’editoria australiano Rupert Murdoch?, chiede Vespa. «Ecco…», non si tira indietro Berlusconi. Appena conclusa la registrazione di «Porta a porta», è stato reso noto che il nome del presidente del Consiglio è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sui voli di Stato. Si tratta, sottolineano fonti giudiziarie, di un atto dovuto al quale, rilevano, potrebbe seguire una rapida archiviazione. L’inchiesta è stata avviata dopo la denuncia presentata dal Codacons sul trasferimento in Sardegna di ospiti del premier su velivoli dell’Aeronautica militare. L’ipotesi di reato è quella di abuso d’ufficio. Gli atti saranno trasmessi al Tribunale dei Ministri nei prossimi giorni. Fonti giudiziarie fanno, peraltro, rilevare che, da un primo esame dell’esposto, si potrebbe profilare una rapida archiviazione dell’indagine. L’inchiesta, in definitiva, potrebbe seguire lo stesso percorso di quella, per fatti analoghi, che ha riguardato in passato gli ex ministri Francesco Rutelli e Clemente Mastella.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
