4 Giugno 2009

Berlusconi indagato nell’inchiesta sui voli di Stato

Indagine della Procura di Roma Abuso d’ufficio l’ipotesi di reato Duello a distanza tra il premier (a Porta a Porta) e il leader Pd (negli studi di Otto e Mezzo) Il Cavaliere torna ad accusare la stampa estera ma per la prima volta ammette una flessione del Pdl

 
ROMA. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sui voli di Stato. L’ipotesi di reato è: abuso d’ufficio. Si tratta, secondo fonti giudiziarie, di un atto dovuto al quale potrebbe seguire una rapida archiviazione.  L’inchiesta avviata dopo la denuncia del Codacons sul trasferimento in Sardegna di ospiti del premier su velivoli dell’Aeronautica militare. A due giorni dal voto per le europee, la campagna elettorale si arroventa e a Dario Franceschini, che invita gli indecisi a votare Pd e avverte che con «un uomo solo al comando» cambierebbe la «qualità della democrazia», il Cavaliere risponde che a fare marcia indietro non ci pensa neppure. «Non mi è mai passato per l’anticamera del cervello di mollare», precisa Berlusconi a Porta a Porta. Il botta e risposta tra i leader dei due schieramenti avviene a distanza. Il premier dice a Vespa che non farà passi indietro? Dagli studi tv di Otto e Mezzo (La7), Franceschini fa sapere di non aver mai pensato di chiedere le dimissioni di Berlusconi «per le sue vicende personali», ma poi aggiunge che quello dei voli di Stato «è un problema pubblico». «Sono nella tranquillità più assoluta – dice il Cavaliere – perché abbiamo seguito le regole». Da una parte, Berlusconi continua a battere il tasto dell’ottimismo per combattere la crisi e nello studio di Vespa afferma che oggi «non c’è nessuno che perdendo il lavoro non venga aiutato dallo Stato» e aggiunge: «C’è la cassa integrazione per i precari così come per i lavoratori a progetto». La risposta arriva dagli studi di Otto e Mezzo dove il segretario del Pd ribatte: «Nessuno muore di fame? Vorrei che il Cavaliere andasse a dire agli anziani o a chi ha perso il lavoro che è solo un problema psicologico e vediamo cosa gli rispondono…». Ma il Cavaliere non parla solo dela crisi. Intimorito dal possibile sorpasso di Bossi, assicura che la Lega, per la quale sarebbe pronta la presidenza della Regione Veneto, ma non quella della Lombardia, «non superererà il Pdl al Nord» mentre a «disintegrarsi» sarà il Pd: «Enrico Letta andrà con l’Udc e Rutelli farà un partito nuovo di zecca». E ancora: «Ma le pare possibile che a tre giorni dal voto per le europee il Pd non sa neppure in quale gruppo andare?». Si passa al capitolo sondaggi e, per la prima volta, Berlusconi ammette una piccola «flessione»: il Pdl è tra il 40 e il 43%. Quanto alla valanga di articoli che i giornali esteri dedicano ormai ogni giorno al caso Noemi, il Cavaliere spiega che quelli esteri «sono insufflati dalla stampa italiana» e aggiunge: «C’è poi un gruppo che è concorrente a Mediaset per quanto riguarda la Tv…». «Sta parlando del Times di Murdoch», spiega Vespa. In mattinata, Franceschini spiega che se domenica vincerà Berlusconi, ci sarà un uomo solo al comando. «Il 6 e 7 giugno si decide, oltre alle europee, la qualità della democrazia italiana del futuro. Dalla distanza tra noi e il Pdl si misurerà se siamo in un Paese o in un altro con un padrone assoluto» avverte il segretario del Pd, che lancia un appello agli indecisi («Non è il momento dell’astensione») e rivendica il diritto-dovere dell’opposizione di «alzare la voce quando un governo tradisce gli impegni elettorali». Franceschini dedica solo un passaggio alle polemiche con l’Idv: «Il nostro avversario è la destra e quindi non rispondo mai agli attacchi di Di Pietro». Attacchi che anche ieri non sono mancati. «Questa mattina sono state arrestate persone del Pd a Benevento. Ecco perché noi dell’Idv rilanciamo la legalità come fattore discriminante», dice Di Pietro.

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