4 Giugno 2009

Berlusconi indagato: “Abuso d’ufficio”

 Le immagini degli ospiti all’aereoporto di Olbia sarebbero state riprese quando il cavaliere non aveva ancora modificato la legge sull’utilizzo degli aerei di stato, rendendola più permissiva  La procura lavora sugli ospiti dei voli blu per Olbia Lui nega: «Nessun sentore di un’inchiesta su di me»

ROMA ROMA L’accusa è abuso d’ufficio, per l’utilizzo non giustificato dei voli di stato da e per l’aeroporto di Olbia. E il nome iscritto al registro degli indagati della procura di Roma è quello del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. Che tra due settimane potrebbe vedere il fascicolo inviato al tribunale dei ministri, prima che il suo Lodo Alfano blocchi un’eventuale richiesta di rinvio a giudizio. Il procuratore Giovanni Ferrara ha scelto di agire velocemente dopo la decisione di sabato scorso, quando aveva messo sotto sequestro tutte le foto del reporter Antonello Zappadu, il fotografo sardo che tra il 2007 e il gennaio 2009 ha ripreso, in 700 scatti, diversi arrivi del premier all’aeroporto di Olbia e alcuni festini nella residenza sarda di Villa Certosa. Sia nelle foto inviate con un primo esposto dall’avvocato del premier, Nicolò Ghedini, sia tra quelle consegnate dal fotoreporter ai carabinieri di Cagliari, ci sono numerosi scatti che ritraggono gli ospiti di Silvio Berlusconi mentre scendono da un aereo con le insegne della Repubblica italiana. C’è Mariano Apicella, il menestrello di palazzo Chigi, c’è una ballerina di flamenco invitata per una festa primaverile un anno fa e ci sarebbe anche qualche altro ospite, persino l’assistente del cantante napoletano tanto caro al premier. Dopo una prima occhiata alle immagini, il procuratore Giovanni Ferrara, che gestisce l’indagine in prima persona, ha deciso di andare avanti e mettere nero su bianco il nome del presidente del consiglio. Per un problema soprattutto procedurale, non aveva molte altre possibilità: le norme sugli atti del tribunale dei ministri prevedono che quella sezione distaccata non possa accettare fascicoli che non abbiano un nome a cui intestare l’indagine. Le stesse leggi prevedono pure che tutti gli atti istruttori debbano essere eseguiti dallo stesso tribunale dei ministri. Il percorso è obbligato: quando riceve una segnalazione, se non la ritiene palesemente infondata, la procura competente non può fare altro che iscrivere il ministro in questione. Quindi, ha due settimane di tempo per inviare il fascicolo al suddetto tribunale dei ministri. Nel documento deve pure segnalare una ipotesi di lavoro. Una richiesta di istruttoria (deve indicare anche gli atti da compiere) che presuppone un rinvio a giudizio, una indicazione di archiviazione con istruttoria contestuale, o una proposta di archiviazione semplice.  Tra gli atti da spedire al tribunale competente, oltre alle fot, ci sono già le lettere con cui il Codacons racconta i ricorsi già presentati al Tar e al Consiglio di stato a proposito dei voli targati «Repubblica italiana». Nello studio di Porta a porta, ieri sera, il presidente del consiglio ha spiegato ai telespettatori di non avere notizia di alcuna inchiesta sui voli: «Sono assolutamente sereno – ha detto – Non ho sentore dell’apertura di un fascicolo sulla vicenda dei voli di Stato». Sempre ieri, il quotidiano Libero spiegava in prima pagina che una eventuale indagine avrebbe portato ad un nulla di fatto, visto come era andata due anni fa l’istruttoria sul volo di stato usato da Clemente Mastella, accompagnato dal figlio, e Francesco Rutelli. Finita appunto in un nulla di fatto. A guardar bene, e al netto del Lodo Alfano, non è detto che la faccenda vada così liscia. Mastella, Rutelli e Lusetti volarono al Gran Premio il 9 settembre 2007, mentre era in vigore un regolamento che permetteva ai ministri di ospitare terzi sul volo di interesse pubblico (e infatti dopo l’inchiesta furono tutti archiviati). Con il caos che accadde allora, Romano Prodi il 21 settembre 2007 decise di modificare il regolamento e permettere l’uso dei voli della presidenza del consiglio solo alle quattro più alte cariche dello stato e, in casi straordinari, ai ministri. Senza deroghe. Il problema però è che il volo con a bordo Apicella e la ballerina di flamenco, stando al racconto del fotografo Zappadu e ai dati registrati dall’immagine digitale, sarebbe avvenuto il 24 maggio 2008. Quando il regolamento era ancora quello di Prodi e prima che una nuova norma, approvata da Berlusconi il 25 agosto, permettesse al premier e ai suoi di portarsi dietro un numero indefinito di ospiti. Sempre nel suo salotto tv preferito, il premier ha pure annunciato che le foto di Zappadu sono tutte «pubblicabili». E ha evitato di chiarire perché non più tardi di sabato scorso il suo legale Nicolò Ghedini abbia chiesto con un atto urgente il sequestro di tutte le immagini, ipotizzando a carico del cronista le accuse di violazione della privacy e tentata truffa. Non è chiaro come sia andata la storia e, in particolare, se davvero Zappadu abbia provato a truffare il settimanale Panorama. Quel che è certo è che le immagini della villa resteranno coperte dal segreto ancora a lungo. Nei prossimi giorni piazzale Clodio spedirà tutto alla procura competente, Tempio Pausania. E questa valuterà il da farsi. Fino ad allora, però, le immagini saranno considerate «corpo di reato» e quindi impubblicabili.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this