2 Giugno 2009

Autovelox clonati: “Nulle 82 mila multe”

Contravvenzioni per un impor­to complessivo di 11,3 milioni di euro La Finanza sequestra cinquanta dispositivi irregolari di una società privata attivi in 70 Comuni

NAPOLI Oltre cinquanta autovelox clonati sono stati se­questrati in diverse regioni ita­liane dagli uomini della Guar­dia di finanza di Sala Consilina su disposizione del procurato­re capo del centro salernitano, Amato Barile. L’indagine sem­bra prospettare una enorme truffa a danno degli automobi­­listi: tra il 2007 e il 2009 gli au­tovelox irregolari hanno foto­grafato, rilevandone l’eccesso di velocità, 81.555 vetture, e nei confronti dei relativi pro­prietari sono state poi elevate contravvenzioni per un impor­to complessivo di 11 milioni e 300 mila euro. In un piccolo paesino calabrese, Camini, in provincia di Reggio Calabria, nel solo 2008 si è arrivati a con­travvenzionare 13 mila au­tomobilisti. Al centro dei sospetti la «Garda segnale srl», società con sede a Desenzano del Gar­da, nel Bresciano, e titolare di appalti con almeno una settan­tina di Comuni su tutto il terri­torio nazionale. A differenza di polizia e cara­binieri, che gestiscono in pro­prio gli autovelox e ne curano anche l’installazione, i Comuni si affidano a ditte esterne. Co­me la «Garda Segnale», appun­to. Quando i finanzieri sono andati a perquisirne la sede di Desenzano, hanno sequestra­to numerosi processori (cpu) per autovelox Velomatic 512 ri­sultati clonati. Inoltre gli accer­tamenti delle Fiamme gialle hanno consentito di individua­re sulle strade italiane diversi apparecchi per il rilevamento della velocità che avevano lo stesso numero di serie di altri già in precedenza sequestrati: si trattava quindi chiaramente di impianti clonati. Addirittu­ra funzionavano anche autove­lox che, secondo quanto atte­stato dai responsabili della «Garda segnale» erano stati rottamati. A fronte di tanti impianti il­leciti, però, la truffa prevede­va, come spiegano alla Guar­dia di finanza, che sui verbali di contravvenzione venisse ri­portato sempre il numero di matricola di un autovelox au­torizzato, in modo che anche un eventuale tentativo di im­pugnazione davanti al giudice di pace non avesse alcuna pos­sibilità di successo. L’inchiesta del procuratore Barile non è ancora conclusa, né per il momento ci sono provvedimenti nei confronti di persone.  Ma l’accertamento di un numero così elevato di contravvenzioni irregolari ha già spinto il Codacons a mobi­­litarsi e a chiedere che chi ha subito le multe sia risarcito dal punto di vista economico e che gli siano restituiti i punti automaticamente sottratti dal­la patente per l’eccesso di velo­cità, anche quando siano sca­duti i termini per presentare i ricorsi. «Si tratta dell’ennesi­mo sequestro che dimostra co­me i Comuni ormai utilizzino strumenti illeciti e violino il co­dice della strada pur di fare cassa», dice l’associazione dei consumatori. E chiede anche che si intervenga per regolariz­zare i semavelox, gli apparec­chi che rilevano il passaggio delle auto ai semafori e che già sono stati al centro di inchie­ste perché collegati a semafori in cui la durata del giallo era stata ridotta drasticamente pe­nalizzando gli automobilisti.

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