È la legge divina che prevale su quella della strada
Evviva. È la legge divina che prevale su quella della strada. Autovelox taroccati, multe annullate, soldi indietro a chi aveva dovuto pagarle, punti che tornano sulla patente. Olè. Ogni tanto succede che 82mila automobilisti umiliati e offesi da quel flash sulla strada che annuncia solo grossi guai, vengano ripagati di colpo. Ci ha pensato la Guardia di finanza di Sala Consilina, in provincia di Salerno, a far salvi tutti quelli che erano incappati negli autovelox taroccati di tutta Italia. Undicimila euro di multe che non avevano ragione di essere date. Alleluja. Chissà quanti drammi familiari ripagati. È già difficile accettare una multa giusta, figurarsi quando i parametri sono stati sballati per farti cadere in trappola. I Comuni hanno fatto di testa loro, scambiando gli automobilisti per rubinetti dai quale fare uscire euro per pagare piazze e per strade, e adesso le Fiamme Gialle li hanno puniti: restituite il maltolto. E ben vi sta. Come a Camini, provincia di Reggio Calabria, che era riuscito ad intascare 13mila multe nel solo 2008. Non è che fossero tutti impazziti al volante, è che c’erano autovelox clonati. Il Codacons ora chiede al Governo la rimozione di tutti gli autovelox irregolari e l’intervento dei prefetti anche per la restituzione dei punti della patente «illecitamente ridotti» e dei soldi delle multe. Che è il minimo, insieme alla promessa che nessuno lo farà mai più, di far scattare i rossi in anticipo o tarare male gli autovelox sulla strada. Se un cittadino fabbrica soldi falsi viene punito. Se truffa qualcuno finisce in galera. I Comuni non sono al di sopra delle parti, devono rispettare le regole come tutti gli altri e non modificarle per ingannare i propri cittadini con autovelox pronti a dare multe anche alle lumache.
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