29 Maggio 2009

FUMO: CODACONS, OGNI ANNO 4.000 RICHIESTE RISARCIMENTO DANNI

(AGI) – Roma, 29 mag. – Non siamo come in America, dove ormai e’ lotta senza quartiere tra i familiari delle vittime del fumo e le case produttrici di tabacco, ma anche in Italia sta lentamente prendendo piede la consapevolezza che, quando si muore di sigaretta, i familiari possono fare causa con buone pissibilita’ di avere un cospicuo risarcimento. "Nel nostro paese – spiega Carlo Rienzi, presidente Codacons, a margine di un convegno sul tabagismo all’Iss – muoiono 85.000 persone l’anno per colpa del fumo. E molti dei loro parenti cominciano a venire da noi per sapere se ci sono gli estremi per un’azione legale: ogni anno abbiamo circa 4.000 richieste di risarcimento danni, che noi poi analizziamo, sottoponendo le cartelle cliniche del deceduto a un’accurata perizia medica". Solo in pochi casi, infatti, e’ accertabile senza ombra di dubbio che la causa della morte (quasi sempre, un tumore ai polmoni) sia collegata direttamente al vizio della sigaretta, e non dovuta a cause ereditarie, ambientali o puramente casuali. Ma qualche possibilita’ c’e’: "Contiamo di portare in dibattimento almeno 50 cause – spiega Rienzi – per chiedere un risarcimento all’ente tabacchi italiano (oggi Bat Italia) che rappresenta tutte le case produttrici". Il precedente fa ben sperare: nel 2005 l’ormai famoso caso Stalteri porto’ alla condanna dell’Ente tabacchi per non aver adeguatamente informato i consumatori sulle proprieta’ nocive delle sigarette, ottenendo un risarcimento per i parenti di un deceduto per cancro ai polmoni di 200.000 euro. Nulla a che vedere con gli Usa, dove anche recentemente la Philip Morris e’ stata costretta a pagare otto milioni di dollari ai parenti di un fumatore morto in Florida, ma qualcosa si sta muovendo: "Noi forniamo assistenza giudiziaria ed extragiudiziaria – spiega Rienzi – contro chi danneggia la salute degli italiani tacendo sulla tossicita’ delle oltre 400 sostanze contenute nelle sigarette, e aumenta la nicotina sapendo benissimo che causa un’estrema dipendenza psico-fisica in chi la assume. Purtroppo ci sono molte resistenze politiche in questo tipo di battaglia, ma ne va della salute dei nostri concittadini". (AGI) Pgi

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