29 Maggio 2009

Inflazione/ Consumatori: Calano prezzi, ma non per famiglie

Roma, 29 mag. (Apcom) – I prezzi industriali scendono, i prezzi delle materie prime scendono, ma non arriva nessun beneficio per le famiglie. Il calo dell’inflazione è illusorio, solo per gli alimentari sono 420 euro annui in più a famiglia. Lo sostengono le associazioni a tutela dei consumatori Codacons, Adusbef e Federconsumatori che sottolineano come un bassa inflazione significa che i prezzi continuano a crescere. I dati Istat, sostengono Adusbef e Federconsumatori, "forniscono l’ennesima conferma, convincendoci ancora di più che nelle varie filiere produttive si annidano vere e proprie speculazioni". La riduzione dei prezzi alla produzione sul mercato interno, che registrano un calo del 5,3%, e la discesa dei prezzi internazionali delle materie prime rispetto all’anno scorso (essenzialmente grano e petrolio), sottolineano le due associazioni "non hanno alcun riscontro sui prezzi al dettaglio, che continuano imperterriti o a mantenersi elevati o addirittura ad aumentare. Interessati dagli aumenti sono soprattutto i generi di prima necessità: pane, pasta e latte, il settore dell’igiene per la casa e personale, ed anche il comparto dell’abbigliamento e calzaturiero". L’Istat registra un’inflazione con segno positivo, che "comporterà, da sola, una ricaduta sulle famiglie di 300 euro in più nella spesa annua". Adusbef e Federconsumatori insistono: "Non si dica che il tasso di inflazione sta scendendo, oggi allo 0,9%, poiché questo ultimo illustra l’andamento percentuale degli aumenti dei prezzi e, fino a quando rimarrà positivo, vorrà dire che i prezzi continuano ad aumentare". Serve "agire contro le speculazioni, abbattere i prezzi di almeno il 20% e mettere mano, finalmente, ad un processo di detassazione per le famiglie a reddito fisso, per almeno 100 euro al mese. Secondo il Codacons, il calo dell’inflazione "è solo una illusione, una diminuzione virtuale dovuta alla decelerazione del comparto energia". I prezzi dei prodotti alimentari infatti, spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, "sono cresciuti al ritmo del +2,4%, che tradotto in soldoni equivale a una maggiore spesa pari a 420 euro annui a famiglia rispetto al 2008". Il vero problema sono i consumi delle famiglie, prosegue Rienzi, che "stanno diminuendo in tutti i settori, compreso quello alimentare. Per farli riprendere non è sufficiente una inflazione bassa, che in ogni caso equivale a una crescita dei prezzi, ma serve un taglio netto e deciso dei listini, anche per salvare migliaia di esercenti e di imprese a rischio bancarotta". 

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