“Colpa dei tagli di Roma”, dice Baratta La Biennale rincara i biglietti, Arti Visive costerà 18 euro
VENEZIA. La Biennale ha bisogno di soldi – come tutti – e così, oltre alla razionalizzazione delle spese generali, ha deciso di aumentare i biglietti. L’ingresso alla prossima Mostra delle Arti Visive, come ha annunciato ieri il presidente Paolo Baratta presentando l’ex Padiglione Italia ora Palazzo delle Esposizioni, passa da 15 a 18 euro e subito il Codacons ha cacciato un urlo. «Si tratta di un rincaro scriteriato, esagerato e dannoso – spiega il presidente Carlo Rienzi – già la cultura in Italia versa in pessime acque ed è diventata ormai un lusso quasi esclusivamente riservato ai ricchi. Se poi si aumentano i prezzi con rincari di questa portata gli si dà il colpo di grazia. Siamo sicuri che l’aumento del prezzo d’ingresso terrà lontani molti visitatori dalla Biennale e danneggerà non poco la cultura. Per questo invitiamo il presidente Baratta a un ripensamento immediato». Di immediato, invece, c’è la stata la replica della Biennale: «I prezzi sono fermi dal 2005 e comunque sono previsti biglietti cumulativi e sconti a gruppi e famiglie». Del resto, anche la Biennale è costretta a tirare la cinghia per far quadrare i conti visto che il budget per la Mostra di Arti Visive, come ha annunciato Baratta, quest’anno «è di sette milioni di euro, almeno uno in meno rispetto la scorsa edizione» mentre il bilancio complessivo annuale per tutte le attività dell’istituzione è di circa 30 milioni di euro. «Bisogna fare i conti con i tagli delle sovvenzioni statali – ha ricordato ancora Baratta – che sono passate dai 17,5 milioni di euro del 2008 agli attuali 15 milioni». Come? Con la razionalizzazione delle spese generali, la partecipazione economica degli artisti che sono già affermati, gli aiuti dagli sponsor che stanno rendendo possibili ormai molte inziative dell’ente, la vendita di card da 150 euro per accedere all’inaugurazione della prossima settimana se non si è invitati, artisti o giornalisti. Finora ne sono state vendute circa ottocento, che non è male.
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