29 Maggio 2009

Rienzi: ma il commercio cominci a calare i prezzi

 
ROMA. «Se le piccole imprese del commercio sono costrette a chiudere o a indebitarsi non è però tutta colpa delle banche».  A sostenerlo è l’avvocato Carlo Rienzi, presidente dell’associazione consumatori Codacons. Allora di chi è la colpa? «Se per piccole imprese intendiamo quelle del commercio, quello che le ha penalizzate è anche la loro politica dei prezzi. Dall’introduzione dell’euro in poi hanno adottato una politica al rialzo. E ora in periodo di crisi hanno rincarato i prezzi per far fronte alle minori vendite quando invece avrebbero dovuto fare il contrario. E questo non lo diciamo solo noi, solo che noi lo dicevamo in tempi non sospetti». L’avevate previsto? «Sì. Noi già nel 2002 avevamo avvertito che questa politica dei prezzi avrebbe portato alla chiusura di migliaia di negozi. Insomma è una politica dei prezzi folle perchè non tiene conto per nulla del fatto che i cittadini non hanno più soldi da spendere perchè lo stipendio se ne va tra bollette, rate e mutui. Guarda caso gli unici settori che hanno tenuto sono quelli che hanno invece adottato una politica di riduzione dei prezzi come l’hi-tech». E le banche? Non hanno nessuna responsabilità? «Anche le banche hanno le loro responsabilità, ma non sono le sole». Voi ad esempio vi siete mobilitati per le commissioni di massimo scoperto. «Diverse sentenze hanno stabilito che non devono essere pagati.  A questo punto come Codacons abbiamo promosso un’azione per il risarcimento di queste commissioni, ci siamo quindi messi al servizio delle piccole e medie imprese contro le banche. Banche che comunque recentemente hanno detto che si adegueranno alle sentenze. E siamo anche pronti a indicare una soluzione ai commercianti per uscire dalla crisi». Quale? «Le strade da intraprendere sono: riduzione dei prezzi di almeno il 20%, liberalizzazione dei saldi e delle vendite sotto costo e possibilità per i negozi di tenere aperto 24 ore su 24». Quindi proponete saldi a scelta del commerciante? «E’ così. Per i saldi vi sono delle regole regionali con maglie molto strette. Il problema è che c’è discrepanza tra quello che vogliono i commercianti e quello che vogliono le loro associazioni di categoria. I commercianti fanno una politica suicida quandoè non capiscono che l’unica strada per uscire dalla crisi è aumentare la concorrenza e calare i prezzi.

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