PERUGIA non è un’isola felice, ha gli stessi problemi delle altre città d’Italia
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fonte:
- La Nazione
«PERUGIA non è un’isola felice, ha gli stessi problemi delle altre città d’Italia». A parlare è Carla Falcinelli (nella foto), vice presidente nazionale Codacons e presidente Codacons Umbria. «Attualmente il 90% dei problemi riguarda le truffe bancarie e sulle telefonie fisse o mobili spiega Falcinelli . In questi anni abbiamo assistito ad una presa di coscienza dei diritti da parte dei consumatori, tant’è che sono cambiate le esigenze, oggi ci chiedono di intervenire su problemi che una volta c’erano estranei e siamo passati dal consigliare a come orientarsi a intervenire direttamente». Altra questione che ha visto l’intervento del Codacons è quella dei T-red: «L’amministrazione ha fatto una figura pessima, non dandoci inizialmente ascolto nel comprendere quelle che erano le perplessità dei cittadini che protestavano e ora che la procura di Verona se n’è interessata staremo a vedere come si concluderà questa vicenda». Rimanendo nell’ambito strettamente perugino, Carla Falcinelli non promuove a pieni voti la sua città: «È una città che sembra un po’ addormentata, non ha più quella vivacità degli anni passati quando si distingueva per la qualità e il numero di iniziative culturali promosse. È una città poco al passo con i tempi e che ha un grosso handicap: l’assenza di un mercato giornaliero degno di questo nome come fulcro di incontro e di momento di socializzazione, rappresentato in passato dal "mercato coperto". Oggi esiste ancora qualche rimasuglio del vecchio luogo di incontro e di compravendita, ma certo il consumatore non ha più la possibilità di scegliere tra la vasta gamma di prodotti che ogni mattina riempivano le bancarelle». Oltre alla decretata morte dell’acropoli, la presidente del Codacons riscontra un’altra grave perdita: la chiusura di vari negozi di prima necessità nei punti nevralgici della città: «In diversi quartieri mancano attività importanti come il macellaio o il fornaio e non è ammissibile per una città come Perugia. Anche i piccoli negozi della tradizione storica umbra, che ci caratterizzavano, sono spariti dal centro ed è un aspetto che evidenzia ancor di più la noncuranza nel preservare i beni locali».
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