26 Maggio 2009

Salerno sulla sedia a rotelle, uno slalom tra gli ostacoli

 Poste centrali, lo scivolo non funziona. Tribunale senza pedana  In giro nella city con Rosa Bianco, disabile

SALERNO Cristo si è fermato dall’altra parte del marciapiedi. Se guardi la città con gli occhi di un disabile, ti senti così. Abbandonato. Soprattutto se sono sedi come il Tribunale e l’ufficio delle Poste centrali a lasciarti in balìa delle barriere architettoniche. Nonostante da 20 anni una legge ne preveda l’eliminazione. In una calda mattina di maggio abbiamo accompagnato per le strade di Salerno Rosa Bianco, disabile sulla sedia a rotelle.  Con noi l’avvocato del Codacons Maria Cristina Rizzo. Ore 10.30: si parte dalla sede dell’associazione in via Michelangelo Schipa, nei pressi di piazza S. Francesco. Qui Rosa è responsabile dello sportello Coritas, dedicato alle difficoltà di diversi soggetti deboli, tra cui appunto i disabili. Arriviamo in via dei Principati. Il percorso in discesa agevola il nostro slalom tra scooter parcheggiati all’inizio e alla fine dei marciapiedi. Pochi metri ed ecco il primo caso di attraversamento impossibile. «Guarda – dice Rosa posizionandosi con la sedia a rotelle sullo scivolo del marciapiedi – come dovrei fare per passare dall’altra parte della strada?» Dall’altra parte della strada non c’è un altro scivolo ad attenderla per far salire la sedia a rotelle ma un marciapiedi alto. Che si erge come uno scalino. Invalicabile e discriminatorio. Rinunciamo. Un po’ più avanti, all’incrocio con via Capone, un nuovo attraversamento off limits. Prigioniere di marciapiedi e bancomat troppo alti o troppo stretti per la sedia a rotelle, continuiamo a tracciare la nostra mappa. Bussola fissa sull’individuazione delle barriere architettoniche. Occhi puntati sull’avvistamento di possibili vie di fuga. Altri due grandi scogli si trovano proprio in zona movida. Uno a via Roma, in corrispondenza di piazza Flavio Gioia, meglio nota come la Rotonda. Rosa ci riprova e solo l’anima grande di un passante che si trova sull’altra sponda permette di raggiungerla. S’improvvisa vigile urbano e, bloccando il flusso di auto, ci consente di attraversare il guado circumnavigando il marciapiedi fino al tratto con lo scivolo. Dall’altra parte, sul Lungomare, sulla nostra mappa siamo costrette a fissare un’altra bandiera nera. È il punto vicino la sede delle Poste centrali. Qui le striscie pedonali sono occupate da un furgone e, ancora una volta, dall’altra parte della strada si scontrano con lo scalino alto, sovrastato da una siepe. Ma non è l’unico ostacolo che un diversamente abile deve affrontare nei pressi degli uffici postali. L’altro «divieto» si presenta proprio all’ingresso delle Poste. Le scale potrebbero essere sorvolate con l’apposita pedana mobile per disabili ma invece un impiegato esce offrendoci aiuto. «Non possiamo utilizzare la pedana per salire?», chiede l’avvocato Rizzo. «No – risponde – è un macchinario che non è mai stato usato perché non funziona. Ma se aspettate, vi mando qualcuno ad aiutarvi per far salire la signora ». Non aspettiamo. E, una volta ripresa la nostra corsa ad ostacoli, Rosa, strada facendo, spiega: «Abbiamo già segnalato ai dirigenti delle Poste queste difficoltà ma ci hanno risposto che, essendo un edificio di architettura storica, non era possibile rimuovere le barriere architettoniche ». La nostra avventura si conclude in un luogosimbolo: il Tribunale di Salerno. Persino qui il viaggio di Rosa si deve interrompere. Nessuna pedana per lei. E se volesse entrare per difendersi?  Rosa Lella Nasce al Codacons lo sportello Coritas, dedicato alle difficoltà dei soggetti deboli Sportello Coritas Disagi Vita in carrozzina, da un marciapiede all’altro: qui c’è lo scivolo, là invece no. Ma i disagi sono anche sugli attraversamenti pedonali e sui marciapiedi, spesso letteralmente invasi dalle automobili.
 

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