24 Maggio 2009

BOLOGNA: DISTRIBUTORE DI BENZINA AGIP FINISCE IN TRIBUNALE

EMETTE SOSTANZE INQUINANTI IN QUANTITA 10.000 VOLTE SUPERIORI AI LIMITI DI LEGGE!!!  
   
A REPENTAGLIO LA SALUTE DEI RESIDENTI. IL CODACONS PORTA AVANTI LA BATTAGLIA IN TRIBUNALE 

  
 
Finisce in Tribunale la battaglia di un cittadino bolognese – difeso dal Codacons Bologna – contro il colosso dell’energia ENI e contro le istituzioni locali.
In via di Corticella n. 65 – spiega l’associazione – abita il signor Giuseppe Pini, assieme alla propria famiglia. Confinante con la sua abitazione, e precisamente al civico 63 della stessa via, sorge un distributore di benzina AGIP, gestito dal sig. Vincenzo  Conigliaro. Tra l ’ abitazione del sig. Pini ed il distributore AGIP vi è il solo cortile, largo circa 4 metri. La vicinanza della stazione di rifornimento alle abitazioni determina che fumi, vapori di benzene e di altre sostanze disturbino i residenti, al punto che allo stesso Pini e ai suoi familiari sono stati accertati disturbi fisici periziati da una consulenza medico legale, da cui si evincono patologie collegate alle esposizioni denunciate.
Difeso dal Codacons Bologna, il Sig. Pini avvia una causa di risarcimento in Tribunale contro l’ENI, dove dal procedimento emergono circostanze a dir poco inquietanti. Il distributore in questione, infatti, non risulta a norma con le disposizioni previste dal Codice della Strada e dalla normativa urbanistica  del Comune di Bologna. Sempre dal procedimento avviato emerge l’inquinamento del sottosuolo e delle falde acquifere sottostanti a causa di gravi perdite dalle cisterne dei carburanti, con dati forniti dall’ARPA che attestano la presenza di valori di inquinanti a volte superiori di migliaia di volte a quelli consentiti dalla legge sia nel sottosuolo che nelle sottostanti falde acquifere.
Addirittura salta fuori una comunicazione del Direttore del Settore Ambiente e Verde Urbano del Comune di Bologna, Dott. Roberto Diolaiti, all’indirizzo dell’AGIP s.p.a., della Petroltrecnica s.r.l., dell’ARPA dalla quale si evince che, dai sondaggi realizzati nel sottosuolo e nelle falde acquifere nell’area in questione, risultava la presenza di gravi criticità per i parametri relativi agli  idrocarburi (come benzene e BTEX, piombo con il raggiungimento di  concentrazioni in alcuni casi per taluni di questi elementi dalle  500 alle 10.000 volte superiori ai limiti di legge. Non solo. il Corpo di Polizia Municipale ha inviato al Codacons una comunicazione con la quale lo stesso confermava l ’ assenza di una qualsivoglia concessione di suolo pubblico per quanto riguardava l’uso improprio del marciapiede antistante area di distribuzione carburanti.
“Abbiamo chiesto per conto del sig. Pini e della sua famiglia 500.000 euro di risarcimento all’Eni –  spiega il Vice Presidente Nazionale Codacons, Bruno Barbieri  – per i danni patrimoniali, fisici e morali imposti ai cittadini. Vogliamo però vengano anche chiarite le responsabilità delle istituzioni locali che, pur essendo a conoscenza del forte inquinamento della zona causato dal distributore AGIP, non hanno informato i cittadini e non hanno adottato da subito misure idonee a tutela dei residenti. Ci chiediamo poi dove siano, quando si verificano questi episodi, i partiti a vocazione ambientalista che dovrebbero difendere il territorio e i cittadini”.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this