23 Maggio 2009

In fila al pronto soccorso, disabile muore

I suoi assistenti: in 4 ore nessuno l’ha visitata. La Procura apre un’inchiesta

 
BOLOGNA. La Procura di Bologna ha aperto un’inchiesta contro ignoti che ipotizza l’omicidio colposo e omissione di atti d’ufficio sul caso della disabile psichica morta martedì pomeriggio mentre era in attesa al pronto soccorso dell’ ospedale Maggiore. Il Pm Antonello Gustapane aveva disposto il blocco dell’inumazione, ma era già stata fatta. Così il Pm oggi disporrà la riesumazione. Alla Procura la comunicazione del decesso è arrivata giovedì sera dopo le 21 con un fax dell’Ausl in cui non compariva comunque la parola decesso, ma si parlava di un «evento che potrebbe interessare la magistratura» e di «dubbi sull’ adeguatezza del percorso diagnostico». Gli assistenti delle cooperativa Dolce che l’avevano accompagnata al Maggiore hanno parlato di quattro ore di attesa senza che nessuno la visitasse, e che due dottoresse avevano visto la signora senza però farle una vera visita. L’Ausl però in un comunicato, giovedì sera, aveva spiegato che «la signora risulta giunta al Pronto Soccorso alle 15.11. Il triage è stato effettuato alle ore 15.31. Nel corso della sua permanenza nello stesso reparto di Pronto Soccorso le sue condizioni si sono aggravate, sino al decesso, intervenuto nonostante le manovre rianimatorie e il ricovero in rianimazione». La segnalazione dell’Ausl è giunta così ieri mattina sul tavolo del Pm Luigi Persico, che con il procuratore reggente Silverio Piro ha deciso di avviare l’inchiesta. L’ipotesi di omissione è relativa al fatto che non sarebbe stato messo il codice giusto di entrata, non sarebbero state fatte le prime valutazioni con la necessaria urgenza, non ci sarebbe stato un intervento di uno specialista, visto che la signora accusava una crisi respiratoria. L’ ospedale Maggiore ha già fatto una sua autopsia, cosa di cui ha facoltà. Ma il Pm Gustapane ha disposto la riesumazione proprio per far fare un’autopsia ‘giudiziaria’ che ha affidato all’istituto di medicina legale. Il magistrato ha anche affidato ai carabinieri del Nas il compito di sequestrare tutti i documenti relativi alla vicenda. Gli assessori alla sanità di Comune e Provincia di Bologna, Giuseppe Paruolo e Giuliano Barigazzi, in una nota congiunta hanno espresso «profondo cordoglio» sottolinando «che occorre rapidamente fare piena luce sull’accaduto». «Restiamo quindi in fiduciosa attesa dei risultati degli esiti delle indagini della magistratura – aggiungono – e degli accertamenti interni all’Azienda Usl, che ci auguriamo avvengano in modo celere ed approfondito. Non possiamo comunque non rilevare che questo episodio richiama l’attenzione sul problema delle forte pressione cui sono sottoposti gli operatori del Pronto Soccorso, anche a causa di un innalzamento costante del numero degli accessi e della complessità clinica dei casi. Occorre potenziare gli organici e il servizio, e migliorarne le condizioni logistiche, organizzative e di operatività».  Il Codacons invece parla di malasanità e chiede l’invio immediato di ispettori all’ospedale Maggiore, al fine di verificare l’accaduto e accertare l’operato del pronto soccorso del nosocomio.
 

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