19 Maggio 2009

Benzina, il Senato fa pressing sui petrolieri

Secondo le associazioni dei consumatori la verde dovrebbe scendere di almeno 5 cent e il gasolio di 4 per restare in linea con l’Europa 
Rincari dei carburanti non giustificati. La Commissione Industria ha convocato l’Up

 
ROMA Rincari «niente affatto giustificati». Così il presidente della Commissione Industria del Senato, Cesare Cursi, definisce i recenti rialzi dei prezzi dei carburanti. Ed è proprio con questa motivazione che la Commissione ha deciso di convocare d’urgenza l’Unione petrolifera, per venire a capo di aumenti che, nel giro di pochi giorni, hanno riportato i prezzi ai livelli dell’autunno scorso. Se il Senato va dunque in pressing sui petrolieri, i consumatori rincarano la dose, plaudendo all’iniziativa del Parlamento e chiedendo una decurtazione dei listini.  «Il prezzo dei carburanti, per restare in linea con il resto d’Europa, dovrebbe scendere immediatamente di almeno 5 centesimi per la verde e di 4 centesimi per il gasolio», reclama il Codacons, che chiede una liberalizzazione del settore, a partire dalla vendita nella grande distribuzione. «Vorremmo che il presidente della commissione Industria facesse chiarezza sul perchè si verifichi questa insopportabile doppia velocità di adeguamento dei prezzi dei carburanti affermano anche Adusbef e Federconsumatori e sul perchè esista ancora un differenziale dai 3 ai 5 centesimi tra il nostro e gli altri Paesi europei». L’Adoc chiede invece di tagliare «le vecchie accise», introdotte anche 70 anni fa, per ottenere un risparmio di 360 euro l’anno. L’iniziativa dei senatori parte dai recenti rincari del prezzo della verde (arrivata a 1,278 euro al litro, il massimo dallo scorso ottobre) e del gasolio (che ha invece toccato 1,125 euro, il livello più alto da fine novembre). «Continuo a ritenere quantomeno strano osserva Cursi che a fronte della risalita delle quotazioni del greggio, i petrolieri con una velocità impressionante ritocchino i prezzi. Cosa che non avviene mai in caso di discesa del prezzo del Brent. Un fermo intervento del Governo è necessario poichè il mercato attuale dei carburanti è tutto meno che libero». Sulla stessa linea anche Francesco Boccia, deputato del Pd e componente della commissione Bilancio: «Gli aumenti di questi giorni sono scandalosi e ingiustificati. Il cartello delle compagnie petrolifere sta imponendo agli italiani un aumento incomprensibile». Parole che però non sono piaciute all’Unione petrolifera che accusa Boccia di «totale approssimazione e demagogia». Sul fronte dei listini intanto qualche ulteriore ritocco c’è stato. Agip ha rivisto al rialzo il prezzo della verde, portandola a 1,270 euro al litro, e ha tagliato il listino del gasolio, tornato sotto quota 1,1 euro, a 1,085. La Esso ha invece rivisto al ribasso sia benzina che diesel: per un litro di verde il prezzo consigliato è sceso a 1,228 e per il gasolio a 1,086.
 

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