19 Maggio 2009

Nuovi ritocchi per la benzina. Non tutti al rialzo

ROMA Nuovi ritocchi per la benzina. Non tutti al rialzo, visto che la Esso ha invece agito di lima sia per la verde che per il diesel (per la benzina il prezzo consigliato è sceso a 1,228 da 1,256 di venerdì, e per il gasolio a 1,086 da 1,100). Ma rispetto a venerdì, l’Agip in particolare ha mosso al rialzo il prezzo della verde da 1,258 a 1,270 euro al litro, pur decidendo però allo stesso tempo di "tagliare" il gasolio, riportato sotto quota 1,1 euro (1,085 da 1,105). Per la verde il prezzo massimo segnalato restano comunque gli 1,278 euro al litro di Shell. E attorno all’andamento dei prezzi alla pompa si fa sempre più forte la bagarre. Quella delle associazioni dei consumatori, che ne ritengono anomalo il fixing, ma anche quella politica. Che, pur con sfumature di diversità, vede ora maggioranza e opposizione entrambe partecipi di un tentativo di pressione sulle compagnie. «I prezzi dei carburanti sono tornati ai livelli di otto mesi fa e i rincari non paiono affatto giustificati», sostiene il senatore del Pdl Cesare Cursi, che presiede la Commissione Industria e Commercio del Senato, e che ha provveduto a convocare con urgenza per oggi alle 14,30 il presidente dell’Unione Petrolifera De Vita per «fornire ogni elemento utile a giustificare questa nuova tornata al rialzo dei prezzi di benzina e gasolio». Stessa richiesta è stata rivolta al Garante dei prezzi che verrà a sua volta sentito a breve dalla Commissione. Dalla sponda del Pd Francesco Boccia, commissione Bilancio della Camera, definisce gli «aumenti di questi giorni scandalosi e ingiustificati». E sollecitando il governo a intervenire «invece di annunciare riforme di plastica che non servono a nulla, come già con la Robin Tax», Boccia attacca: «Il cartello delle compagnie sta imponendo agli italiani un aumento incomprensibile. È evidente che le compagnie non stanno vendendo petrolio acquistato in queste ore, ma benzina ricavata da acquisti effettuati almeno tre mesi fa».  Quanto ai consumatori e alle loro associazioni di tutela, plaudendo all’iniziativa del Parlamento e chiedendo una decurtazione dei listini «immediata e almeno di 5 cent per stare in linea con il resto d’Europa»,reclama il Codacons, che chiede una liberalizzazione della distribuzione del settore. «Vorremmo che la commissione Industria facesse chiarezza sul perché di questa insopportabile doppia velocità di adeguamento dei prezzi dei carburanti, al ribasso e al rialzo» rincarano Adusbef e Federconsumatori. E il presidente della Commissione Straordinaria per il controllo dei prezzi e delle tariffe, il senatore trentino leghista Sergio Divina (Lega) afferma infinne di aver trovato «già 20 giorni fa avevo trovato poco giustificabile il prezzo della benzina, nonostante la diminuzione del prezzo del barile», e in merito all’audizione al Senato dei petrolieri annuncia: «Chiederemo ll’Unione Petrolifera estrema sobrietà nell’adeguare i prezzi alla pompa in base a quello al barile».

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