Pubblica amministrazione, riforma operativa entro 2 mesi
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fonte:
- Gazzetta del Sud
ROMA La meritocrazia arriverà entro l’estate tra gli uffici della pubblica amministrazione. Il decreto legislativo che attua la riforma anti-fannulloni lunedì sarà alle Camere e nel giro di due mesi diventerà operativo. Rientra dunque la minaccia di dimissioni del ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta. «Non c’è nessun problema ha detto il premier Silvio Berlusconi ieri in una conferenza stampa a Palazzo Chigi confermando la stima per il ministro Brunetta ha adottato una tecnica da birichino che ha avuto i suoi risultati». Il decreto legislativo che introduce il merito e la premialità nella pubblica amministrazione resta però, al momento, orfano della class action che comunque è stato assicurato da Brunetta partirà dal primo gennaio 2010». «Abbiamo ritenuto di dover acquisire il parere del Consiglio di Stato e dell’Avvocatura ha sottolineato Berlusconi per sapere quali sono i riflessi che questa norma può avere sul processo amministrativo. Abbiamo poi ritenuto di dover intervenire nel testo per coordinarlo con quello generale sulla class action» per il settore privato contenuta nel disegno di legge Sviluppo approvato dal Senato e ora all’esame della Camera. Berlusconi, illustrando la riforma Brunetta, parla di «rivoluzione» e sottolinea come l’obiettivo sia «riconoscere lo sforzo dei dipendenti pubblici con compensi economici che si danno a coloro che lavorano nel privato. Vogliamo che i dipendenti pubblici abbiano un morale diverso e abbiano motivo di essere realizzati e di essere così più positivi nei confronti dei cittadini». Il timing è segnato dallo stesso Brunetta: «Penso che tutto possa essere approvato entro 60 giorni a partire da lunedì, quando il provvedimento sarà trasmesso alle Camere. Intendo avere assolutamente l’accordo con la Conferenza Stato-Regioni. Chiederemo poi un parere articolato del Cnel». Prima dell’ultimo passaggio in Consiglio dei ministri «sentiremo il sindacato ai più alti livelli, tra fine giugno e inizi di luglio», dice Brunetta chiedendo a Berlusconi un coinvolgimento in prima persona. Brunetta cita alcuni esempi del nuovo corso che si vedrà tra le scrivanie degli statali: dagli stage all’estero dei dirigenti alle risorse premiali concentrate essenzialmente sui più bravi. «Solo il 25% dei dipendenti pubblici, e il sindacato è d’accordo, avrà a disposizione il 50% di tutte le risorse rileva Brunetta destinate alla premialità. È una cosa mai accaduta». Per la class action si registra invece un rinvio motivato sia dalla necessità di acquisire i pareri di Avvocatura e Consiglio di Stato sia dalla necessità «di dare vita agli standard della p.a.». Comunque il ministro sembra avere già in testa questo secondo decreto legislativo: «Arriverà in autunno, sarà di sei articoli e sarà coerente con quanto le Camere avranno definito in termini di azione collettiva per il settore privato». Ma le motivazioni addotte non convincono nè l’opposizione nè le associazioni dei consumatori. Se Linda Lanzillota del Pd accusa il ministro di «cedere alle resistenze della burocrazia e alle pressioni lobbistiche dei concessionari dei servizi pubblici», il Codacons parla senza termini di «Brunetta sconfitto» e aggiunge: «Ci aspettiamo dimissioni immediate».
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