Il Codacons ribatte: chiederemo i danni patrimoniali e morali
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fonte:
- La Nuova Ferrara
«Ho sempre lavorato solo nell’interesse dell’azienda, e l’ho fatto onestamente. Spero di poterlo dimostrare e fare emergere la correttezza del mio operato». Ieri, alla quarta tappa dell’udienza preliminare per il crac Coopcostruttori, Giovanni Donigaglia era il grande assente. E’ attraverso il suo difensore, l’avvocato Cesarina Mitaritonna, che fa arrivare da lontano la sua protesta d’innocenza. Un’assenza che i soci lavoratori, ieri di nuovo puntualmente in fila per costituirsi parte civile, davano per scontata. «Cosa vuole che venga qui a fare? Cosa potrebbe mai dire?» L’ex presidente della più importante cooperativa del Ferrarese da tempo ha lasciato Argenta. Vive e lavora in Sicilia ma non è escluso, chiarisce il suo avvocato, che non si presenti nel momento in cui il processo dovesse entrare nel vivo. Quella che si è tenuta ieri alla Fiera è stata ancora un’udienza di schermaglie iniziali, durante la quale il nuovo difensore di Donigaglia – nominato in sostituzione del defunto Vito Gallotta – ha cominciato a saggiare il terreno. Niente di nuovo rispetto alla seduta del 20 aprile, quando erano state depositate le richieste di costituzione di parte civile contro 57 dei 58 indagati per il crac. Allora erano state 465; Donigaglia, tra qualche assenza, ne ha incassate quasi altrettante, circa 450 (si contavano 41 faldoni di atti) tra ex lavoratori, enti pubblici (Comune di Argenta e Provincia di Ferrara), la "Nuova Costruttori" in amministrazione straordinaria, banche, aziende e consorzi. Anche la discussione tra le parti sull’ammissibilità delle domande ha ricalcato il dibattito precedente. La difesa di Donigaglia ha riproposto le eccezioni già avanzate dai colleghi: la non ammissibilità dei singoli lavoratori tra le parti civili (perché già rappresentati dai commissari straordinari), e la mancata definizione di un nesso causale tra il reato associativo e il danno subito. A cui aggiungere la mancanza di legittimità attiva dei tre Commissari di costituirsi parte civile. «Abbiamo contestato tutte le eccezioni – ribatte l’avvocato Bruno Barbieri del Codacons, che rappresenta quasi 400 parti offese – accompagnando la domanda di costituzione di parte civile con la richiesta di un riconoscimento del danno patrimoniale e morale. A nostro avviso il danno è stato doppio: perché la perdita subita dai creditori per il fallimento della Costruttori risulta aggravata dal fatto che il crac è avvenuto per bancarotta fraudolenta». Ora la parola torna al giudice Monica Bighetti che il 25 maggio unificherà i due filoni del procedimento e si pronuncerà sull’ammissibilità di tutte le parti civili.
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