In un bar di Frosinone. Soda caustica servita al bar al posto dell’acqua
-
fonte:
- La Provincia di Lecco
FROSINONE – Ha chiesto un bicchiere d’acqua in un bar di Frosinone, ma nella bottiglia conservata dietro al bancone c’era dell’acido, forse soda caustica, ed è rimasta intossicata. La vittima è il procuratore capo della procura di Frosinone, Margherita Gerunda, ora ricoverata in condizioni gravi al policlinico Gemelli di Roma. Gerunda è stata soccorsa dal 118 di Frosinone, è stata portata nell’ospedale della città, quindi con l’elisoccorso al Gemelli. La procura di Frosinone ha già disposto la chiusura del locale per avviare i necessari accertamenti.
«L’Ufficio del procuratore è impegnato in delicate indagini che vanno dall’acqua alle attività della criminalità organizzata – ricorda Luigi Gabriele, responsabile provinciale dell’associazione Codici – per questo ribadendo il nostro appoggio, ci auguriamo che venga immediatamente fatta luce sul gravissimo e sconcertante episodio che getta una inquietante ombra sulla vita della nostra Provincia».
«È un fatto gravissimo ed estremamente preoccupante e merita tutta l’attenzione dello Stato e della questura di Frosinone chiamata a indagare», conclude Ivano Giacomelli, segretario nazionale del Codici.
Secondo gli investigatori l’incidente è stato una tragica fatalità: un’addetta che lavora nel bar aveva versato un residuo del detersivo da lavastoviglie, non utilizzato, in una bottiglia d’acqua vuota e per errore la bottiglia è stata poi posizionata sul bancone del bar. Ieri mattina un inserviente l’ha presa e ha versato il contenuto nel bicchiere del magistrato.
Margherita Gerunda è il procuratore della Repubblica di Frosinone dal marzo 2004, in magistratura dal novembre 1965, ha lavorato in passato alla pretura penale e alla procura di Torino, alla procura di Roma e, nel 1990, alla procura generale di Roma.
Si è occupata di fatti di omicidio, sequestri di persona, terrorismo e spaccio internazionale di droghe.
«È dal 2002 che il Codacons, inascoltato, denuncia il problema e casi verificatasi in vari bar e ristoranti, avendo individuato, con una sua inchiesta, le ragioni di questi "incidenti", che incidenti non sono», afferma il Codacons che spiega di aver anche presentato una denuncia ai Nas di Milano nel 2003 sottolineando che «nei bar e nei ristoranti, che comprano detersivi in quantità industriali all’ingrosso e, quindi, in contenitori grandi, travasano, per comodità, queste pericolose sostanze detergenti e disinfettanti in normali bottiglie d’acqua. Questo perchè, essendo piccole, sono più comode e pratiche per un uso quotidiano rispetto al recipiente originale». «In altri casi – aggiunge l’associazione – il cambio del contenitore viene fatto perchè sono utilizzate pericolose miscele caserecce derivanti dall’unione di più sostanze industrialmente prodotte. Qualche volta la bottiglia si usa solo perchè, essendo trasparente, consente di verificare se il prodotto sta finendo».
Auguri di pronta guarigione al magistrato sono stati espressi dal Csm, per bocca del vice presidente Nicola Mancino.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- SANITA'
