Vistared, negata la sala per l’assemblea
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fonte:
- Messaggero Veneto
PORCIA. Ennesimo pugno di ferro del Comune di Porcia sul caso Vistared. Dopo che nei giorni scorsi il sindaco, Stefano Turchet, aveva inoltrato a Procura della Repubblica e carabinieri la relazione delle dichiarazioni pubbliche del presidente regionale del Codacons, Vitto Claut, è di ieri la notizia secondo la quale il Comune avrebbe negato al consigliere Vanni Tissino, promotore della serata, la disponibilità della stessa sala per un secondo incontro pubblico. Intanto questa mattina Claut e Tissino verranno ricevuti dal prefetto di Pordenone, nei confronti del quale peroreranno le istanze delle centinaia di automobilisti incappati nella rete delle infrazioni da Vistared. Anche se il diretto interessato non intende rilasciare ancora commenti in merito, la notizia pare certa. Gli uffici comunali competenti avrebbero bocciato la domanda inoltrata dal consigliere comunale di minoranza, Vanni Tissino, di poter utilizzare l’auditorium del Centro socio assistenziale, lunedì 25 maggio, per un incontro pubblico. Ospite della serata avrebbe dovuto essere Vitto Claut, presidente regionale del Codacons, e il tema il tanto dibattuto sistema di rilevazioni semaforiche con videoripresa installato all’incrocio tra la Pontebbana e via Gabelli. Un bis, praticamente, dell’incontro che Tissino aveva organizzato lo scorso 22 aprile con un grande successo di pubblico e il quale aveva scatenato le ire del sindaco di Porcia, che ha accusato l’avvocato Claut di avere fatto in quella sede, così come a seguire in una trasmissione televisiva locale, dichiarazioni che, a detta di Turchet, rasenterebbero l’istigazione a delinquere. Tanto da spingere il primo cittadino ad interessare prefettura e carabinieri, organi ai quali l’amministrazione comunale la scorsa settimana ha fatto pervenire per le opportune valutazioni, materiale audio e video oltre che le relazioni degli agenti di Polizia municipale in borghese che erano presenti alla prima assemblea. Non solo motivazioni tecniche, quindi, quelle che avrebbero spinto gli uffici a bocciare la richiesta di Tissino: la domanda perdipiù non sarebbe stata nemmeno compilata correttamente, seguendo quanto previsto dal regolamento comunale. «Per il momento mi riservo di leggere con attenzione regolamenti e verificare le prassi sin qui seguite prima di fare commenti o iniziative». Questo quanto si è limitato a dire lo stesso Tissino, che ha ricordato però come il Comune in passato gli avesse già concesso la medesima sala in almeno altre due occasioni. Milena Bidinost
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