13 Maggio 2009

Feste popolari, sovvenzioni illegittime

Spesa pubblica Il caso sollevato dal Codacons. La Corte: «Criteri e obiettivi poco trasparenti» La Consulta contro la Finanziaria regionale 2007 sui contributi per i consiglieri

Le voci di spesa erano 712, inserite nella Finanziaria regionale 2007 e approvate durante un’ estenuante maratona la notte del 23 dicembre. «Regali natalizi » di ogni specie. Soldi piovuti su feste del Pane, sagre dell’Uva, kermesse per tartufi e porcini, premi di Bontà, raduni dei Bersaglieri e marce del Perdono, sparse tra i 371 Comuni del Lazio. E per un totale di 25 milioni, sovvenzionati direttamente dai 70 consiglieri della Regione. Senza alcun controllo. Una prassi che la Consulta ha censurato con ferocia. In una pronuncia depositata in Cancelleria venerdì, la Corte ha dichiarato «l’illegittimità costituzionale» di quell’articolo, il numero 17, votato alla Pisana pressochè all’unanimità, con la sola eccezione di Maria Antonietta Grosso (allora nei Comunisti italiani e oggi con Sinistra e libertà).  A interpellare i giudici sul profilo di costituzionalità era stato il Tar del Lazio cui si rivolse il Codacons, escluso dagli stanziamenti 2007. Nella severissima sentenza, quelle sovvenzioni a pioggia, erogate senza verifiche e comprese tra poche migliaia di euro e cifre superiori al mezzo milione, si sono risolte «in un percorso privilegiato per la distribuzione di contributi» che ha visto «la prevalenza degli interessi di taluni soggetti collettivi». Il tutto a scapito «di quelli, parimenti meritevoli di tutela, di altri esclusi e dell’interesse generale ». Ma soprattutto, irrorando soldi a proloco, associazioni di pongisti, appassionati di kitesurf, organizzatori di concorsi letterari e di quelli per «Miss litorale», il Consiglio regionale è stato colpevole di non «aver osservato criteri, obiettivi e trasparenti, nella scelta dei beneficiari dei contributi» facendo così cozzare «la norma impugnata contro il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione». In questo modo i finanziamenti si sono trasformati in regali ai collegi elettorali di questo o quel consigliere. Della maggioranza ma anche dell’opposizione. La prassi delle elargizioni (raccontata proprio dal Corriere che pubblicò gli elenchi delle voci di spesa) adesso non esiste più, tolta di mezzo dal presidente della giunta Piero Marrazzo che, parlando di «necessità di trasparenza» e d’intesa con l’assessore al Bilancio Luigi Nieri, cancellò le lunghissime tabelle (c’erano quella «A» destinate a opere pubbliche e quelle «B» a progetti privati) dall’iter di approvazione della Finanziaria. L’idea di una «dotazione personale » era spuntata nel 2002, anno in cui la giunta Storace mise a disposizione di ciascuno dei 70 eletti della Pisana 700 mila euro, cifra ridotta a 350 mila nel 2007. In sei anni, furono finanziate circa 10 mila proposte. Un tripudio di sagre, quella della pera spadona di Castel Madama, delle caldarroste di Patrica, della pecora di Magliano romano e del carciofo di Sezze. Ma soldi piovuti anche, per 245 mila euro, su opere mai viste come quella «in memoria dei tragici eventi dell’11Settembre».  Incassata la pronuncia dalla Consulta, il Codacons insiste. Il suo presidente Carlo Rienzi vuole che «i cittadini ottengano il risarcimento del danno subito » e per questo ha girato direttamente la sentenza alla Corte dei Conti alla quale sollecita «l’apertura di un’inchiesta».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this