Industria, produzione in caduta libera
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fonte:
- La Sicilia.it
Roma. L’Istat ha diffuso ieri i dati sulla produzione industriale, dai quali risulta una flessione del 4,6% in marzo rispetto al mese precedente e una caduta del 23,8% su base annua. Si tratta del dato più basso dal 1990, anno iniziale delle serie storiche dell’Istituto centrale di statistica. Non ci sono sorprese in questi indici, ma si è subito aperta una polemica, tra coloro che giudicano che il peggio sia passato (governo, Confindustria) e quanti (consumatori, sinistra) sostengono la tesi opposta. Restando ai dati, quelli di marzo rivelano una sola variazione di segno positivo (+5,3%) per i farmaci. Sono negativi i dati sulla produzione di metalli, mezzi di trasporto, apparecchi elettrici, gomma e materie plastiche. La produzione di autoveicoli ha registrato in marzo un calo del 35,1% se si tiene conto dei giorni lavorativi. Nella media del primo trimestre 2009, la flessione è stata del 40,7%. Per il ministro Sacconi, l’uscita dalla crisi è ancora lontana, ma «il peggio è ormai alle spalle». Insomma, non c’è stato il «collasso totale». A giudizio dell’Isae, «sembra delinearsi una decelerazione della fase recessiva nel corso del secondo trimestre dell’anno». E’ attesa una flessione del 4,7% con un rialzo della produzione in aprile, il primo dopo undici mesi. In sostanza, ci sarà una frenata della recessione nel secondo trimestre. Il Centro studi di Confindustria si attende in aprile una flessione della produzione industriale del 23,1% su base annua, mentre su base mensile è atteso un rimbalzo dell’1,5% su marzo. Nel primo trimestre 2009, si è avuta una flessione del 9,8% rispetto al quarto trimestre 2008, equivalente a una contrazione del Pil del 2%. Il peggio non è affatto passato, commenta il Codacons, anzi gli effetti della recessione si stanno riversando proprio ora sulla produzione industriale e sull’occupazione. Di qui, la richiesta di una manovra per rilanciare i consumi. Tanto più che la produzione di elettrodomestici non ha affatto risentito degli incentivi del governo. Inoltre, la «social card» andrebbe estesa a 2 milioni 427 mila soggetti. L’estrema sinistra chiede la Cassa integrazione per tutti i lavoratori. Governo e imprenditori cercano di diffondere ottimismo, cioè un clima che sia incentivo alla ripresa. Le organizzazioni dei consumatori e l’estrema sinistra insistono in giudizi negativi, sia sulla situazione economica vista dalla parte del cittadino, sia sulle misure del governo, giudicate insufficienti.
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