Il produttore Jacchia: “Una storia da raccontare”. Del Noce assicura: “Non per noi”
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fonte:
- Il Giorno
L’HABITAT naturale della Signora della Truffa è la televisione. Da lì è partita la sua ascesa vendendo creme miracolose e cedendo numeri «fortunati» e, sempre la tv, è stato il palcoscenico della sua lunghissima vicenda giudiziaria, la sua caduta. Non stupisce allora che sulla vita di Wanna Marchi e dei suoi compari, la figlia Stefania Nobile e il sedicente mago brasiliano Mario Pacheco Do Nascimento che per anni hanno venduto illusioni, si sia pensato di costruire una fiction. Il progetto è però controverso. E’ stato annunciato ieri dal produttore Alessandro Jacchia: «E’ una storia, quella della Marchi condannata ormai in Cassazione e dei moltissimi che sono stati al telefono e alla tv truffati da lei, che vale la pena di raccontare». La miniserie sarebbe stata indirizzata alla prossima stagione tv della Rai, ma da Viale Mazzini arriva il «no» secco del direttore del settore Fiction Fabrizio Del Noce. Sì, a Del Noce la proposta sarebbe stata fatta, ma altrettanto seccamente rifiutata. Senza possibilità di ripensamenti (almeno finché l’incarico resta a Del Noce). Poi la smentita ufficiale dei vertici Rai – «una produzione su Wanna Marchi non rientra nei piani di RaiFiction», si legge in una nota – praticamente in contemporanea con l’immediato attacco del Codacons che ha stigmatizzato il progetto esprimendo contrarietà per «il rischio concreto di una mitizzazione» del personaggio. Ma se non piace alla Rai non è detto che non piaccia a Mediaset o ad altre reti emittenti. «RACCONTEREMO – ha comunque anticipato Jacchia – la storia di due avvocati che raccolgono, non senza iniziale scetticismo, i racconti di alcuni truffati, per poi ampliare la narrazione al fenomeno Marchi e al dilagare delle truffe tv tra plagio e debolezze». Wanna Marchi (67 anni) e la figlia (45) sono state condannate, dopo un lungo processo, a dieci anni di reclusione per bancarotta fraudolenta, per truffa aggravata e associazione per delinquere per via delle loro trasmissioni televisive in cui raggiravano spettatori sprovveduti. (La sentenza della Cassazione è stata emessa il 4 marzo 2009). La fiction sarà tratta dal libro-inchiesta di Stefano Zurlo La strega della tv: Wanna Marchi (edito dalla Albatross Entertainment di Jacchia) che sarà presentato tra l’altro la prossima settimana alla Camera in collegamento con la proposta di legge, di cui è primo firmatario l’onorevole Ghedini, per trasformare il reato di truffa tv in truffa aggravata da codice penale. Nel libro ci sono le testimonianze del mago Do Nascimento, del marito della Marchi Raimondo Nobile e del maggiore della Guardia di Finanza Piergiuseppe Cananzi che l’arrestò. CADE DALLE NUVOLE il difensore delle due signore, Liborio Cataliotti: «Non so niente della fiction», dice «spero solo che sia premura della produzione rappresentare i fatti in maniera fedele. Quanto al libro: conosco l’autore, ma non l’ho ancora letto. So che ci sono alcuni passaggi contestati dalla signora Nobile, quelli relativi a un’intervista al padre morto. E so per certo che il libro alle mie assistite non è certo piaciuto…». EPPURE la vicenda di Wanna Marchi è stata già ripercorsa in una fiction per la televisione dalla prima rete televisiva del Giappone: sul piccolo schermo sono state ricostruite le tappe del suo cammino pubblico e umano – da quando faceva la parrucchiera fino ai clamori suscitati dal suo ruolo di televenditrice – assemblate sulla base delle notizie giornalistiche che l’hanno riguardata negli ultimi tempi. E lo scorso anno, ha fatto il pieno di spettatori il musical Teletruffa alla crema, in cartellone all’Ambra Jovinelli di Roma e realizzato dall’Associazione «Avvocati in scena»: lungo 90 minuti e 16 canzoni, l’alter ego teatrale della teletruffatrice, tale Anna Sarchi, regna dentro un televisore su cui calano le sbarre trasformando il fraudolento reame di Wanna Marchi in una galera.
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