26 Aprile 2009

Il Codacons: “Nessun accordo” Galli attacca Goldoni e Soragni e smentisce le rivelazioni

SAN FELICE. Smentite sulle frasi pronunciate in assemblea coi cittadini;  solo calunnie contro il Codacons; bontà dell’accordo con Giovanardi; il sindaco Soragni che parla per interessi; Goldoni del Comitato che teme di perdere la leadership del movimento no gas. E Giovanardi che se si è falsamente spacciato per rappresentante del Governo ne risponderà a Berlusconi. Con questi concetti, Fabio Galli ieri è tornato sulla questione deposito gas, dopo le clamorose rivelazioni del suo vicepresidente regionale Barbieri, a Rivara.  Si ricorderà che Barbieri ha detto davanti a 50 persone di avere ricevuto notizie da fonti governative riservate sul fatto che il progetto sarà fatto proprio con decreto dal Governo e che il Codacons grazie a Giovanardi potrà vedere in anteprima il progetto del deposito.  «Il Codacons – ha detto tra l’altro Galli – sottolinea che la richiesta dell’incontro è partita dallo stesso Giovanardi e che l’intento dell’associazione è stato quello di ottenere la costituzione di una commissione paritetica per un confronto scientifico.  Sarà poi lo stesso Codacons a discuterne la scelta insieme ai cittadini subito dopo le elezioni, per evitare speculazioni politiche.  In questo modo per il Codacons non si parlerà più di stoccaggio in profondità del gas senza che il risultato del lavoro della commisione lo abbia ritenuto privo di rischi per la popolazione». «Sino ad oggi l’unica iniziativa legale a Rivara è quella legata all’eventuale svalutazione del valore delle case della zona, per i pericoli legati al futuro deposito. Per il resto c’è il deserto di reazioni concrete per portare in tribunale i signori di questo affare. Noi ci siamo occupati solo di questo. Abbiamo chiesto ed ottenuto dal sottosegretario un dibattito pubblico, un’istruttoria pubblica, con il contradditorio di esperti indipendenti che parlino a nome dei cittadini. Finora non c’è riuscito nessuno.  E’ stato scritto che avevamo una trattativa con Giovanardi per scopi nostri che non erano stati concordati coi cittadini e che magari speravamo, proprio noi del Codacons, di rappresentare la protesta popolare per affossarla. Sono calunnie e noi ne siamo vittime». Quanto alle clamorose affermazioni di Barbieri, per Galli le parole sono state riportate malamente e strumentalizzate: «Non abbiamo venduto nessuno e la prova, oltre alla trasparenza dei comunicati, sta nel fatto che la nostra attività nei confronti di chi ci ha chiesto di essere aiutato prosegue come e più di prima.  Il Codacons quando si assume un impegno lo porta avanti».
 

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