24 Aprile 2009

I genitori minacciano di ritirare i figli

 
La querelle tra l’amministrazione comunale e le 28 precarie del nido prosegue. Intanto giovedì prossimo alle 17,30 ci sarà un incontro presso l’asilo.

 
La lunga “saga” che vede protagoniste le 28 precarie del nido comunale “versus“ l’amministrazione di Palazzo dei Priori non è ancora giunta al capitolo finale. Nuovi “personaggi” si sono inseriti in questi mesi e molti continuano ad arrivare. Le educatrici hanno tentato tutte le strade per raggiungere l’ambito obiettivo: il lavoro a tempo indeterminato dopo un ventennio di servizio. Prima, com’è nella natura delle donne, con le buone. Poi sono passate ai metodi forti. Hanno imbracciato le armi e giù con manifestazioni, avvocati, lettere, politici, petizioni e documentazioni a loro favore. Hanno scelto il presidente della Codacons, Carlo Rienzi, come difensore. Ma l’implacabile dirigente Rossetti resta fermo nelle sue posizioni: “I 36 mesi non ci sono“. Adesso a scendere in campo sono i diretti interessati: gli alunni. O per meglio dire i loro genitori. Le 28 precarie infatti hanno tirato su, prima come impiegate di una cooperativa e poi alle dipendenze del Comune, intere generazioni. E le mamme e i papà vogliono, anzi pretendono, che i propri figli continuino ad avere le stesse figure di riferimento. Altrimenti minacciano di rivolgersi ad altre strutture. I genitori, membri del comitato di gestione del nido “I Cuccioli“, hanno preso posizione con una lettera aperta rivolta agli altri familiari dei bambini. L’invito è a riunirsi giovedì prossimo alle 17,30 presso il nido per approfondire la questione. “La situazione – affermano – delle 28 precarie rimane immutata rispetto ai mesi precedenti, nonostante le varie mobilitazioni e le abbondanti proteste sfociate anche in una manifestazione. Manifestazione che tra l’altro ha avuto come conseguenza l’ennesima espressa volontà del sindaco Marini e dei suoi collaboratori di impegnarsi alla risoluzione in positivo del contenzioso, inserendo la questione nel bilancio di marzo“. I genitori chiedono risposte ai piani alti. “Le lavoratrici – continuano – hanno tutte le carte in regola per potere pretendere la stabilizzazione. Quella dell’amministrazione è solo un’accanita ostinazione nei confronti di chi negli anni ha maturato onestamente le proprie qualifiche“. Il comitato chiede per questo a quei pochi genitori dei bambini del nido che ancora non si fossero interessati, di schierarsi a favore delle educatrici e del personale ausiliario. “Una mancata stabilizzazione – ricordano ancora – avrebbe conseguenze negative sulla continuità educativa ed emotiva dei nostri figli,venendo meno quelle figure di riferimento con le quali è stato costruito nel tempo, con tanta pazienza e delicatezza, un solido rapporto di fiducia e stima. Senza dimenticare l’altrettanto determinante ruolo del personale ausiliario, la riduzione del quale vedrebbe non più garantita la quotidiana igiene degli ambienti oltre alla cura dei pasti dei piccoli. In breve. Una mancata o non appropriata risoluzione della questione potrebbe compromettere il servizio del nido. Una struttura considerata finora il fiore all’occhiello tra i servizi per l’infanzia“. Molti genitori minacciano anche di ritirare i propri figli come protesta e sono pronti a portarli in un’altra struttura anche perché le rette sono discretamente alte. “Siamo vivamente preoccupati per il futuro dei nostri bambini – concludono -. Temiamo che il prossimo settembre i nostri figli possano essere affidati a mani sconosciute. Per questo chiediamo al Comune che ci dica adesso a chi intende affidare i nostri bambini per dare possibilità, a chi lo desiderasse, di scegliere un’altra struttura“
 

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