24 Aprile 2009

I deputati non potranno fumare nelle auto blu

Camera vietata ai portaborse sprovvisti di contratto Lo ha deciso l’ufficio di presidenza: entreranno solo i collaboratori regolari.

Roma Dall’1 luglio la Camera non consentirà più l’accesso ai collaboratori dei deputati, i cosiddetti portaborse, che siano sprovvisti di regolare contratto di lavoro: lo ha deciso all’unanimità l’ufficio di presidenza. «La data è tassativa e non ammette deroghe» ha puntualizzato il presidente Gianfranco Fini auspicando una linea comune con il Senato. Nel presentare la decisione, Fini ha precisato che ad oggi i collaboratori accreditati sono 513, per conto di 334 deputati. Tra questi, 204 sono a titolo oneroso, 304 a titolo non oneroso (in quanto percepiscono un reddito da pensione o da altro lavoro) e cinque sono tirocinanti. La prevalenza degli accrediti per collaboratori retribuiti, ha spiegato Fini, suggerisce di rivedere la disciplina per assicurare la massima trasparenza nei rapporti tra deputati e collaboratori quando i portaborse siano accreditati presso la Camera, a tutela della posizione di questi ultimi. Lo stesso ufficio di presidenza ha stabilito anche che nelle auto di servizio della Camera dei deputati non si fumerà più: viene così esteso agli automezzi di servizio il divieto fumo già vigente in tutti i palazzi. Prima di votare, i membri del’ufficio di presidenza hanno guardato il presidente Fini, noto accanito fumatore. Ma Fini li ha tranquillizzati: «Non preoccupatevi, io non uso mezzi dell’amministrazione della Camera…» con riferimento al fatto che, per i suoi spostamenti, utilizza una autovettura privata di sua proprietà. Le associazioni dei consumatori hanno, tuttavia, contestato la scelta.  «È un vergognoso esempio di ipocrisia all’italiana – ha commentato Carlo Rienzi, presidente del Codacons – La Camera vieta il fumo a bordo dei propri automezzi, ma non controlla che uso i parlamentari facciano di queste auto. Vetture spesso utilizzate, come hanno dimostrato diversi servizi giornalistici, in modo del tutto improprio e per soddisfare esigenze personali dei deputati, come l’acquisto di biglietti per le partite di calcio, sedute dal parrucchiere, ecc». «Non capiamo poi quale sia la motivazione del divieto – dice ancora Carlo Rienzi – se cioè il provvedimento è teso a tutelare le automobili (ad esempio per danni alla tappezzeria, puzza di tabacco dell’abitacolo, ecc.), o a tutelare la salute degli onorevoli. In quest’ultimo caso, allora, il divieto di fumo deve essere esteso non solo a tutte le "auto blu" circolanti in Italia, ma anche alle autovetture private dei cittadini, non essendo la salute dei parlamentari più importante di quella delle persone comuni».

    Aree Tematiche:
  • FUMO
Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this