Il consigliere Vanni Tissino ribadisce: “Sicurezza estranea a questo metodo”
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fonte:
- Messaggero Veneto
PORCIA. É decisamente complessa la vicenda che ruota attorno alle multe contestate, comminate attraverso sistemi di rilevazione delle infrazioni agli incroci semaforici, quali il Vistared. L’argomento è stato lungamente dibattuto nel corso dell’incontro dell’altra sera a Porcia. In quattro casi, il Comune di Porcia ha scelto di impugnare la sentenza «pagando dei legali, a spese dei contribuenti» ha fatto notare il consigliere di minoranza Vanni Tissino. «Che questo non sistema non sia motivato dalla ricerca sicurezza stradale – ha aggiunto – lo dimostrano le percentuali irrisorie, ovvero circa il 7 per cento degli accertamenti fatti dalla Polizia municipale di Porcia per velocità pericolosa sul totale delle infrazioni». Un consiglio dato ai cittadini dal presidente regionale del Codacons, Vitto Claut, è quello di procurarsi una copia autenticata della patente da fornire, nel caso, a vigili o forze dell’ordine al momento della rilevazione dell’infrazione. «Il Prefetto – ha sottolineato il legale pordenonese – si pronuncia sulla sospensione successivamente al ritiro della patente. Se si fa ricorso e si è in possesso del documento originario è più facile chiedere la sospensiva della sospensione in attesa che ci sia la sentenza finale». Un appello, quindi, ai cittadini. «Per fugare ogni dubbio sulla legittimità di tali sistemi di rilevazione semaforica – ha spiegato Claut – è necessario un accertamento tecnico preventivo sulla strumentazione, ordinato dal Tribunale per il tramite di tecnici consulenti estranei alle amministrazioni comunali, che verifichino l’omologazione e la legittimità del sistema, prima fra tutti la durata del giallo. Tale accertamento deve essere richiesto da chi fa ricorso (ed è a suo carico). Lo si può fare anche in gruppo».
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