22 Aprile 2009

Bond Alitalia, ci pensa Berlusconi

Il premier annuncia che il piano di rimborso degli obbligazionisti sarà migliorato Bond Alitalia, ci pensa Berlusconi

Gli obbligazionisti Alitalia potrebbero aver vinto la loro battaglia. O almeno il primo round. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ieri si è dichiarato pronto a riaprire il dossier sul rimborso del bond. Certo, bisogna aspettare per cantare vittoria e capire quanto, alla fine, riusciranno a portare a casa, ma in ogni caso il clamore sembra aver fruttato qualcosa. Lo schema che prevede di rimborsare soltanto il 25% circa (attualizzato) del valore nominale delle obbligazioni potrebbe a questo punto essere modificato. Dopo le insistenti richieste per aumentare l’indennizzo ai risparmiatori e le indiscrezioni sulla indisponibilità del Ministro dell’economia, Giulio Tremonti, ha preso in mano la situazione. «Ho messo allo studio l’ipotesi di elevare, soprattutto per i piccoli risparmiatori, le misure dell’intervento statale già disposte a favore degli obbligazionisti Alitalia», ha spiegato ieri il premier, aggiungendo che le risorse già stabilite (100 milioni stanziati attraverso il decreto legge sugli incentivi alle imprese) «sono state definite avendo presente lo stato della finanza pubblica». Sebbene il recente terremoto in Abruzzo ha stravolto la scala delle priorità nella destinazione delle risorse pubbliche, «il governo intende mantenere fermo il proprio impegno a favore dei risparmiatori che hanno investito in titoli della società Alitalia», ha aggiunto Berlusconi. Per adesso non si parla di cifre e lo stesso premier non si è sbilanciato: «Vogliamo dare il massimo, ma in questo momento la diminuzione delle entrate dell’erario non ci fa stare in una posizione comoda». Insomma, il messaggio inviato da Palazzo Chigi da una parte permette all’esecutivo (e soprattutto al ministero dell’Economia) di prendersi il tempo necessario per cercare le risorse che al momento sembrano mancare, dall’altra mira a tranquillizzare gli obbligazionisti di Alitalia sui futuri rimborsi statali. L’intervento in prima persona del premier è arrivato all’indomani dell’assemblea degli obbligazionisti, dove il Tesoro (che detiene il 62% dei bond) non si è presentato invalidando l’appuntamento. L’assenza di un rappresentante del ministero dell’Economia era stato interpretato da molti bondholder come l’ennesimo voltafaccia del Tesoro, una chiusura totale a modificare i termini del rimborso, che prevedono per gli obbligazionisti Alitalia un trattamento economico peggiore rispetto a quanto ricevuto in passato dai possessori dei Tango bond argentini oppure dai bondholder di Cirio o Parmalat. Al momento la legge (pubblicata in Gazzetta Ufficiale l’11 aprile) prevede per gli obbligazionisti un risarcimento-bonsai, con la restituzione di meno di un quarto del valore nominale di titoli Alitalia 2003-2010, per un massimo di 100 mila euro a obbligazionista. Come se non bastasse, i risparmiatori saranno rimborsati con Btp senza cedola a scadenza 31 dicembre 2012. Nei giorni scorsi la vicenda aveva suscitato numerosi dissensi all’interno della stessa maggioranza di governo, al punto che rappresentanti del Pdl e della Lega, proprio sulle colonne di questo giornale, avevano auspicato un incremento del fondo da 100 milioni messo a disposizione. In occasione dei lavori parlamentari, inoltre, l’opposizione aveva presentato alcuni emendamenti al dl-incentivi per elevare le soglie di rimborso. Ma, non senza pochi imbarazzi, i rappresentanti del governo avevano bocciato le proposte. A questo punto, ferme restando le buone intenzioni del presidente del Consiglio, non si riesce a capire se nelle disponibilità dell’esecutivo ci siano le risorse per garantire anche solo i 100 milioni già previsti. Peraltro, come ha rivelato ieri il rappresentante dei bondholder, Gianfranco Graziadei, una bozza con un rimborso fino a 180 milioni sarebbe già stata elaborata. Resta il nodo del reperimento delle risorse necessari, anche perché le previsioni sugli introiti legati ai conti correnti dormienti rischiano di rivelarsi troppo ottimistiche. L’associazione di piccoli risparmiatori Siti ha apprezzato le parole del premier, ma allo stesso tempo ha richiesto al governo di rivedere il piano di rimborso in ogni sua parte. Non andrebbe cioè elevata soltanto la soglia di indennizzo per i bondholder ma andrebbero inclusi nella partita anche gli azionisti di Alitalia «rimasti con un palmo di naso», hanno spiegato da Siti.  Anche il Codacons ha sollecitato rimborsi che coprano totalmente i risparmiatori.

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