22 Aprile 2009

Inasprimento delle pene per chi va in giro armato di coltello

L’inasprimento delle pene per chi va in giro armato di coltello «servirà a fare in modo di stroncare un brutto vizio che purtroppo si è un po’ diffuso tra gli adolescenti, che per gioco o per moda, vanno in giro con una lama: un gioco che può trasformarsi in tragedia». Il sindaco Gianni Alemanno ribadisce l’ipotesi espressa lunedì nella lettera inviata ai ministri dell’Interno, Roberto Maroni, e della Giustizia, Angelino Alfano, e ai capigruppo parlamentari di maggioranza e opposizione, su cui il guardasigilli ieri ha mostrato disponibilità: «Ne parlerò con il sindaco di Roma e valuteremo tecnicamente la praticabilità di questa ipotesi», dice il ministro Alfano. Alemanno incontrerà la prossima settimana Maroni per discutere su questo tema, che sarà anche al centro della prossima riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Imporre sanzioni più dure a chi gira con la "lama" al seguito, sostiene il sindaco, «consentirà, ma non obbligherà, la polizia e gli inquirenti di arrestare persone trovate in possesso di armi da taglio». Per questo, dice Alemanno, «dobbiamo mettere una barriera invalicabile: a Roma e in Italia non si va in giro con una lama in tasca». La posizione del primo cittadino trova d’accordo il comitato esercenti del rione Testaccio, una delle zone più colpite da recenti fatti di cronaca. «Occorre però spostare l’attenzione sanzionatoria su quelle persone che arrecano danno alla pubblica incolumità e alla quiete pubblica – sottolinea Antonella Calfapietro, presidente del comitato – affinché possa costituire un forte deterrente nei confronti di chi intende il divertimento notturno come occasione per dare sfogo agli istinti più biechi». I gestori dei pubblici esercizi di Testaccio puntano il dito soprattutto su una fascia oraria, quella tra le tre e le cinque di mattina: «In quelle ore c’è tanta gente che esce dai locali, tanti ubriachi, e praticamente nessun controllo da parte di forze dell’ordine e polizia municipale», osserva la presidente. Un problema, questo, riconosciuto anche da Tommaso Profeta, vice capo di gabinetto del Campidoglio: «A quell’ora staccano dal servizio anche i vigili urbani che lavorano in straordinario – spiega Profeta – e restano a disposizione solo le pattuglie dedicate agli incidenti stradali. Dobbiamo fare un discorso generale, discutendo anche con le forze dell’ordine, per incrementare la sorveglianza in tutte le ore, del giorno e della notte».  Sui controlli insiste anche il Codacons: «L’unica soluzione per evitare nuovi episodi di violenza nella capitale è aumentare la presenza di agenti delle forze dell’ordine in borghese per le vie della città – sostiene il presidente Carlo Rienzi – Bisogna prima di tutto aumentare i controlli e assicurare alla giustizia i "baby criminali" con il coltello, così da lanciare un segnale forte e frenare l’escalation di violenza». Il consigliere regionale Enzo Foschi (Pd) propone di «vietare la vendita di coltelli in tabaccherie o edicole». I ragazzi, aggiunge Fabio Sabbatani Schiuma, coordinatore regionale del Mpi, «portano il coltello in tasca perché sta diventando di moda la guerra tra bande e questo è il fenomeno più preoccupante sul quale lavorare seriamente».

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