SI DICONO “beffati due volte”, sia economicamente che moralmente
-
fonte:
- Il Resto del Carlino
SI DICONO «beffati due volte», sia economicamente che moralmente. E per giunta ora si trovano a lottare con i denti e con le unghie per poter entrare nel processo in qualità di parti civili. Dura la vita del socio prestatore dell’ex colosso Coopcostruttori, oggi costretto ad attendere ancora una volta pazientemente. Almeno fino al 12 maggio prossimo quando sarà il gup Monica Bighetti a decidere se la carica degli oltre 400 potrà essere ammessa come parte lesa nel processo penale contro i 58 imputati Coop. «SI STA CERCANDO di fare uscire i soci prestatori in tutti i modi spiega Massimo Cricca, portavoce del Carspac 2/Codacons . Questo è un processo che interessa tutta la comunità ferrarese, un dibattimento aperto che non deve lasciare dubbi e incertezze. Siamo stati truffati due volte, noi soci tutti credevamo nella cooperazione e ora chi ha sbagliato deve assumersi le proprie responsabilità e pagare. I soci sono i veri proprietari della cooperativa». In pratica per i legali degli imputati, i prestatori in quanto tali non avrebbero titolo autonomo per costituirsi nel processo penale. Cosa che, a differenza, dal punto di vista patrimoniale avrebbe solamente la nuova’ Costruttori. ALLE RICHIESTE di rigetto avanzate in udienza si sono opposte le repliche dei legali che assistono le possibili parti civili. Come quella di Carmelo Marcello (che assiste alcuni soci prestatori insieme ai colleghi Claudio Maruzzi, Domenico Carponi Schittar e Gabriella Azzalli): «Se sul danno patrimoniale ha affermato davanti al gup Monica Bighetti ci auguriamo non ci siano dubbi quanto alla titolarità della nostra posizione, crediamo di avere titolo anche per un risarcimento non patrimoniale, nonostante la presenza in giudizio dei commissari straordinari». Questo perché si tratta di riparare «ai tanti patemi, sofferenze, sconforto e sdegno sofferti in seguito alla caduta della Coopcostruttori». E proprio a sostegno di questa tesi l’avvocato ha prodotto un’ordinanza emessa dal tribunale di Roma nel 2006, relativa al processo Cirio, citata come giurisprudenza a favore: «In quell’occasione spiega Marcello , nonostante la presenza di una procedura concorsuale nel fallimento come nel nostro caso, anche i singoli soci furono legittimati a chiedere il risarcimento per i danni non patrimoniali». L’AVVOCATO ha sostenuto che «è possibile costituirsi parte civile», poi più avanti nell’ambito del processo «documentare i gravi danni patrimoniali delle persone». Il giudice si è riservato di decidere e ha rinviato le parti per la lettura dell’ordinanza di rigetto o di accoglimento al 12 maggio. «Noi restiamo fiduciosi ha aggiunto Massimo Cricca di essere ammessi come parti lesi in questo processo».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- CRACK FINANZIARI
