Alitalia, azionisti senza quorum
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- Aprile
Economia I risparmiatori della vecchia Alitalia non sono riusciti a riunire in assemblea almeno il 20% dei possessori di bond per mettere ai voti la proposta di un’azione comune di risarcimento. Non si è presentato il Tesoro, che ha in portafoglio il 62% delle obbligazioni ma è anche una controparte come azionista e come governo. Nessuna assemblea, quindi: senza quorum si è trasformata in un confronto informale, teatro della rabbia di singoli piccoli risparmiatori e occasione per coagulare adesioni alla proposta della società di gestione del risparmio Anima che vuole "un’azione legale collettiva" contro il Tesoro
Non era stato facile arrivare alla convocazione di una assemblea. "Non c’erano i soldi" per rispettare l’obbligo di pubblicare l’annuncio sui giornali né per affittare una sala, ha spiegato il rappresentante comune degli obbligazionisti, Gianfranco Graziadei, indicando che la vecchia Alitalia non ha potuto ospitare la riunione alla Magliana "perché ha ricevuto un decreto di sfratto". Anima si è fatta carico delle spese, e si è presentata in assemblea con 700 deleghe per una quota intorno al 4%. Si è poi arrivati al 6,3%, non abbastanza.
La Sgr guidata da Alberto Foà ha in portafoglio bond Alitalia "per qualche milione di euro" e vuole agire contro il Tesoro rinunciando al rimborso parziale previsto dal governo nel Dl Incentivi: il 32,5%, ma al massimo centomila euro per singolo obbligazionista (non cash ma convertendo i bond di Alitalia in titoli di Stato scadenza dicembre 2012). Il Tesoro, dice l’amministratore delegato di Anima, è colpevole di aver svolto il suo ruolo di azionista della ex compagnia di bandiera per "fini di natura politica e pubblica che per quanto nobili nulla hanno a che vedere con lo stato privatistico" della vecchia Alitalia: ne ha difeso l’italianità, per esempio, invece di puntare "alla soddisfazione massima per soci e creditori".
Sarebbe stato "meglio accettare l’offerta di Air France, un rimborso dei bond all’85%". Ma il risarcimento previsto dal governo non piace anche perché danneggia "chi ha perso di più, come i fondi. Viola il principio della parità di trattamento tra creditori: il rimborso è lo stesso per chiunque abbia bond per più di 300mila euro, non più di 100mila euro anche se ha perso milioni".
Anima pensa ad una azione legale che, basata sull’articolo 2497 del codice civile, dovrà passare per una iniziativa del commissario straordinario: ma "Fantozzi non ha margini di discrezionalità, non potrà decidere di non procedere", sostiene Foà, che chiede anche un intervento della Consob perché "il rimborso del governo è di fatto una offerta pubblica di scambio di titoli obbligazionari lanciata senza rispettare regole e garanzie".
E’ in sintonia l’associazione di piccoli risparmiatori Siti che ritiene tuttavia preferibile la "costituzione di parte civile nel procedimento penale in fase di indagini preliminari". Mentre i consumatori del Codacons parlano di "scambio truffa delle obbligazioni" e annunciano un "nuovo ricorso al Tar".
Sul fronte politico il Pd critica "il comportamento arrogante del Tesoro" che, dice la senatrice Maura Leddi, "ha di fatto vanificato l’assemblea degli obbligazionisti paralizzandone qualunque possibilità di decisione".
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