21 Aprile 2009

Al presidente del Parco del Cilento il Dossier sul territorio devestato

PAROLA AL CODACONS Al presidente del Parco del Cilento il Dossier sul territorio devestato 

  Tra qualche giorno il Codacons incontrerá il Presidente del Parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano insediatosi solo poche settimane fa. " Avremo così l’occasione di presentare al neo-Presidente Amilcare Trojano il "Dossier Cilento" che l’associazione annualmente elabora per informare sulle iniziative intraprese a difesa dell’ambiente nel territorio del Parco. " Il Dossier rappresenta una valida base di partenza per approfondimenti su temi essenziali che definiscono il contorno delle politiche di crescita e di organizzazione del territorio.  " Il documento infatti focalizzando l’attenzione sulle battaglie, per lo più giudiziarie, condotte dal Codacons nell’area protetta tocca direttamente con mano i mali che negli ultimi anni hanno favorito un uso indisciplinato delle risorse. Un consumo indiscriminato del territorio, a scapito delle bellezze naturali e spesse volte della legalitá. " Il fenomeno evidentemente non interessa solamente il territorio del Parco. E’ questa una chiara tendenza nazionale. Soltanto negli ultimi quindici anni circa tre milioni di ettari, un tempo agricoli, sono stati asfaltati o cementificati. Un consumo di suolo che sovente si è trasformato in puro spreco, con decine di migliaia di capannoni vuoti e case sfitte: suolo sottratto all’agricoltura, terreno che ha cessato di produrre vera ricchezza. " Il Cilento non ha saputo sottrarsi a tale nefasta tendenza. Viaggiando in autostrada lungo i paesini del Vallo di Diano sovrastati dall’imponente massiccio del Cervati si scorgono decine di capannoni dismessi. Nell’entroterra cilentano sono centinaia i manufatti lasciati incompleti, con pilastri che talvolta fuoriescono dalla terra come alberi grigi. Lungo il litorale le colline che sprofondano verso il mare sono "attaccate" da betoniere, ruspe, trivelle che scavano, modificano, deturpano. Spesso senza permessi di costruire o con licenze usate come mercimonio politico. " Un meccanismo deleterio che ha giá permesso la svendita di un patrimonio esauribile come il suolo, di un patrimonio naturalistico collettivo non replicabile.  " Partendo da tali valutazioni il Codacons proporrá ai nuovi vertici del Parco una diversa attenzione per l’urbanistica e l’uso del territorio, un controllo più diretto dei siti di interesse comunitario e delle coste, l’utilizzo di parte dei nuovi fondi comunitari per demolire eco-mostri e per il contrasto all’abusivismo edilizio. * avvocato Ufficio Legale Codacons
 

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