Nessuno ci crede ed il rimbalzo va
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- Trend online
Cari Trendonliniani, spero abbiate trascorso delle buone vacanze pasquali. Il tempo non è stato particolarmente clemente, ma per fortuna la Borsa sì. Ed il rimbalzo prosegue nel suo cammino, mentre pochi dichiarano di crederci e mentre i gestori dichiarano di preferire i titoli difensivi. Ma, come scrivevo diverse settimane fa, la regola di Borsa dice che i titoli migliori durante il rimbalzo sono quelli che si sono comportati peggio durante la crisi. E dunque godiamoci il +175% di Unicredit dai minimi, il +145% di Banco Popolare, il +132% di Credem, il +131% di Fiat e via discorrendo. Non mi stanco di ripeterlo: in questo scenario è impossibile fare previsioni, dunque non bisogna ragionare seguendo schemi troppo rigidi. Dopo di che possiamo anche dire che, ai livelli attuali, l’indice principale di Piazza Affari ha completato il recupero che lo porta a disegnare una bellissima “V” partendo da inizio Febbraio. Ora potrebbe anche starci qualche presa di beneficio, anche perché siamo arrivati a toccare la trendline ribassista che ha schiacciato il mercato partendo dal Maggio dell’anno scorso. Ma occorre prestare moltissima attenzione alle trimestrali americane, le quali appaiono di gran lunga meglio delle aspettative (invero molto pessimistiche). Inoltre i conti delle banche in alcuni casi pare abbiano subito un abbellimento (in particolare, è stato isolato dai conti il quarto trimestre di Goldman Sachs, quello in cui la banca ha subito 780 milioni di Dollari di perdite). Però nella finanza come nello sport che conta è il risultato e allora possiamo dire che le 6 società del Dow Jones che hanno comunicato i risultati, hanno battuto le stime di ben il 53%, pur se i loro risultati sono calati del 4,75%. Sull’S&P500 hanno riportato i risultati 35 società, le quali battono le stime in misura pari al 30,7%. Se i risultati continueranno ad essere di questo tenore, il rimbalzo potrebbe prolungarsi oltre le attuali sei settimane. Perché? Perché i minimi di un mese mezzo fa scontavano uno scenario di collasso quasi totale della finanza americana, con fortissime ripercussioni sui settori industriali. Ora ci si rende conto che forse si è stati un po’ troppo pessimisti. Però, per chiarezza, bisogna ricordare che si teme un allarme sul credito al consumo per il prossimo trimestre. Dunque, a questi prezzi ha senso acquistare? La mia risposta potrete trovarla nella newsletter gratuita RF NEWS (www.rfnews.info)
Pare che il ricorso del Codacons al Tar del Lazio stia facendo riesaminare al Governo l’assurda decisione di rimborsare solo il 30% dell’obbligazione convertibile Alitalia, decisione che darebbe modo a numerosi analisti stranieri di paventare di rischio default per il nostro Paese. Forse Palazzo Chigi eleverà l’aliquota di rimborso al 50%, utilizzando i fondi provenienti dai conti dormienti, quelli che servono per procurare le risorse finanziarie da destinare al rimborso delle vittime dei finanziari. In questo caso servirebbero anche a mantenere dormienti coloro che non vedono l’ora di parlar male del nostro Paese.
A proposito di Italia, spendo due parole a proposito dell’ormai imminente accordo tra Chrysler e Fiat. Tanto tempo fa avevo detto e scritto che l’affaire Chrysler per Fiat era una scommessa pericolosa ma allettante, perché le migliori aziende americane si possono conquistare solo in momenti eccezionali, di forte crisi. Altrimenti non è possibile, oppure ci si riesce solo a prezzi folli. Dunque Marchionne e Montezemolo devono rischiare adesso, proprio durante la crisi. Oltretutto pare che la guida della nuova azienda sarà quasi interamente italiana. Per giunta arriveranno anche gli aiuti di stato americani. Il titolo va seguito attentamente.
Concludo invitandovi, come sempre, alla flessibilità nella gestione delle vostre posizioni. Non innamoratevi di alcun titolo. Lasciate che siano i prezzi a parlare. È inutile cercare schemi di analisi tecnica troppo rigidi. Questo è un mercato assolutamente originale, con peculiarità mai viste in precedenza. Non abbiate paura di sbagliare. L’unico errore, di questi tempi, è non far niente e disinteressarsi alla finanza.
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