18 Aprile 2009

Poca trasparenza, mancato coinvolgimento della popolazione, progetto calato dall’alto

NAGO TORBOLE – «Poca trasparenza, mancato coinvolgimento della popolazione, progetto calato dall’alto, rischio di prosciugamento delle sorgenti del monte Baldo, preoccupazione per le variazioni microclimatiche e dell’habitat, pericolo per l’erosione del versante molto friabile lungo la Gardesana, timori per un impianto di dimensioni gigantesche realizzato in una zona sismica come il Baldo». Queste le accuse.  Il Codacons Trentino Alto Adige prende posizione in maniera energica contro la mega centrale idroelettrica, che Eva Energie Valsabbia (dell’ex presidente dell’Enel Chicco Testa), assieme a Ft Energia e Sws Engineering, vuole costruire sotto la Cima Altissimo del Baldo, con tanto di gallerie a spirale lunghe 16 chilometri (in foto) che, poste in orizzontale a 1600 metri di quota, funzionerebbero da bacino di accumulo per scaricare poi l’acqua sulla centrale idroelettrica costruita interrata a Tempesta. L’impianto, per il quale Altissimo srl (la società di scopo promossa dalle tre aziende di cui sopra) ha richiesto al Servizio utilizzazione acque pubbliche delle Provincia, la concessione sotto forma di progetto preliminare, presenta secondo l’associazione consumatori molteplici aspetti critici. «Non stupisca che ci occupiamo anche di ambiente – spiega Gloria Canestrini, presidente della sezione regionale – siamo un insieme di associazioni e abbiamo tra i nostri soci numerosi gruppi ecologisti. Abbiamo lavorato fianco a fianco con il Conacem ad esempio per l’interramento dell’elettrodotto del Rione a Riva del Garda». La sezione regionale ha ricevuto pieno sostegno dalla sede centrale di Roma. A breve verrà proposto un documento al riguardo.  Quella del Codacons peraltro non è l’unica strigliata giunta all’indirizzo dell’operazione: i consigli comunali di Riva del Garda e di Nago Torbole, ad esempio, sono con le antenne dritte, temono che il megaprogetto passi sopra le loro teste senza potere dire nulla; i sindaci paventano una nuova imposizione contro la volontà cittadina, tipo la stupenda villa di Tempesta finita in mano all’imprenditore di turno (Lazzara) quando tutti chiedevano rimanesse in mano pubblica o tipo l’ipotesi di centro turistico avanzata per la fascia lago di Riva; il consiglio provinciale ha già messo dei paletti precisi (si veda articolo sotto la foto).  Il Codacons ha dato mandato a un’equipe di geologi di studiare la situazione. «Siamo preoccupati – conclude Canestrini – sia per il versante che è molto friabile, sia per le ripercussioni sul turismo, sia per i rischi ambientali. Vogliamo capire perché venga proposta un’operazione di questo tipo legata al business e chiediamo che si adotti un principio di cautela, non ci bastano rassicurazioni di massima: che succede ad esempio in caso di terremoto?».

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