14 Aprile 2009

Rincari e low cost, guerra di tariffe

 Fs, Codacons all’attacco: «Aumenti dal 10 al 40% e servizi identici». Partiti i ricorsi al Tar
 
 
 

Viaggiare in treno, secondo i consumatori, ormai costa troppo. Anzi "di più". Nonostante le offerte recentemente presentate da Trenitalia, che fino al 30 giugno prevedono sconti fino al sessanta per cento per i viaggiatori – prima si acquista il biglietto, più grande è il risparmio – sono numerosissime le segnalazioni ricevute dalle associazioni di consumatori, proprio in questi giorni, per presunti aumenti nei costi dei biglietti.  «Sono rincari occulti – spiega l’avvocato Carlo Rienzi, presidente Codacons – con l’introduzione della Tav, e, più ancora, a seguito degli annuali tagli, sono stati soppressi treni più lenti, sostituiti con altri di classe superiore. Aumentati i costi di gestione, sono saliti pure quelli dei biglietti. L’aumento non va calcolato solo in termini di tariffe, ma pure di disponibilità di posti. Non ha senso dire che il prezzo di un biglietto non aumenta se non si lascia all’utente la possibilità di scegliere tra più categorie di treno a prezzi diversi, ma lo si costringe a prendere il più costoso perché l’altro non esiste più o non ha posti disponibili». Dalle stime dell’associazione, gli aumenti oscillerebbero tra il dieci ed il quaranta per cento, a seconda di tratta e tipo di treno. «Abbiamo presentato ricorso al Tar contro questi tagli con i conseguenti aumenti tariffari – prosegue Rienzi – anche perché a costi più alti non corrispondono migliori servizi: i treni sono spesso sporchi e in ritardo».

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