10 Aprile 2009

“E’ un atto ricattatorio verso i soci Carspac2”

 Niente soldi al Comitato-pro Codacons. Che reagisce duramente contro LegaCoop

ARGENTA. La divisione che si è verificata nel Comitato dei risparmiatori di Coopcostruttori «non è certamente a noi imputabile: discriminare i soci e non concedere le tranche 2008 e 2009 da parte di Lega Coop è stato un atto ricattatorio», parola del Carspac2-proCodacons. Non usa giri di parole il Carspac2 che riunito in coordinamento ha commentato la decisione della Lega di non elargire nuove tranches a coloro – Carspac2/Codacons – che hanno scelto le vie giudiziarie contro LegaCoop: «Si tratta – commentano i portavoce Carspac2, Bigoni e Cricca – di un atto che nulla ha a che fare con la solidarietà necessaria per affrontare questa tragedia economica e morale, atto che ha voluto soltanto dividere i soci». La presa di posizione del Carspac2 avviene dopo l’incontro tra i «cugini» del Carspac1 e Lega che ha sancito di fatto il non rientro dei soldi a coloro che hanno presentato atti giudiziari contro la Lega stessa. E proprio sul processo in corso, il Carspac2 riaffermando fiducia nella magistratura spiega cosa si attende da esso: «Giustizia, soprattutto, perché chi ha sbagliato deve pagare i danni economici e morali arrecati ai soci in relazione alle responsabilità che aveva e non facendo un processo a priori, come nel caso del Carspac1, indicando chi è colpevole e chi è innocente»: la critica del Carspac2 al Carspac1 riguarda la decisione di quest’ultimo di costituirsi parte civile solo contro i 4 massimi dirigenti e le società di revisione e non contro Lega Coop. Poi chiede verità: «vogliamo sapere perché i dirigenti di CoopCostruttori hanno occultato ai soci la reale situazione economica dell’azienda e perché se Lega Coop sapeva fin dal 1997 la situazione e tramite i propri dirigenti ha cercato di far certificare i bilanci affermando che sarebbe poi intervenuta, perché invece non ha informato i soci, veri proprietari della Coop, nelle assemblee di bilancio e non è intervenuta lasciando morire da sola la Cooperativa?» Altro punto su cui il Carspac2 si sofferma riguarda «i legami esistenti fra il mondo della politica e la Coop e chi veramente ha deciso di far fallire la Coop per mandare a casa Donigaglia dimenticando i dipendenti, i soci che avevano i loro risparmi e l’importanza che aveva la Coop nel tessuto sociale di Argenta e della provincia». E ancora, il Carspac2 chiede «venga restituita ai soci truffati una dignità sottoposta a ricatti di ogni genere». Poi nella nota si registra un paradosso, perché il comitato auspica che dal processo non emergano responsabilità a carico dei tre massimi dirigenti di Lega Coop: «perché se così fosse l’etica della cooperazione ne risulterebbe gravemente compromessa e la Lega dovrà rispondere in tribunale delle discriminazioni in atto nei confronti dei soci truffati che nulla ha a che fare con la solidarietà». Ma non finisce qui. Il Carspac2 alza la voce soprattutto sul «Terzo tempo», ipotizzato da LegaCoop oltre il 50% del rientro. «Non vorremmo che questo – sottolinea il comitato – non fosse altro che il frutto di soldi risparmiati dalla Lega nei confronti del Carspca2 e successivamente girati come contributi straordinari al Carspac1: si tratterebbe di un atto alla Robin Hood al contrario, che toglie i soldi ai poveri per darli ad altri meno poveri». «Di fronte ad un dramma di tale portata – continua la nota -, noi soci auspicavamo che venisse istituito da parte delle Cooperative un fondo di garanzia per il prestito sociale per garantire i risparmi dei soci versati alla cooperazione, per dare sviluppo investimenti e occupazione nel tessuto sociale che li circonda». «A sei anni dal crac Costruttori – conclude – il prestito sociale non è ancora garantito da alcun fondo ed è ancora sottoposto al rischio d’impresa». Per parlare di tutto questo, il Carspac2 si riunirà il 20 aprile alle 20.30 alla sala Giardino ad Argenta.

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