Il presidente Castiglione spiega agli “attori sociali” i compiti di questo nuovo organismo nato per fronteggiare la crisi
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fonte:
- La Sicilia.it
Non è ancora operativa, ma lo sarà presto. E’ la Task force per l’occupazione e per l’individuazione di strategie per il rilancio economico del territorio, presentata ieri «sulla carta» nel Centro direzionale Nuovaluce, alla presenza di tutte le organizzazioni datoriali, le associazioni di categoria, le sigle sindacali, gli enti e le istituzioni che hanno competenza in materia di lavoro. Per mostrare che cosa sarà il presidente della Provincia, Giuseppe Castiglione, ha presentato un documento coordinato e redatto insieme al direttore generale Carmen Madonia e ai dirigenti Antonio Li Gresti e Carmelo Messina e all’assessore alle Politiche del lavoro, Francesco Ciancitto, in cui si illustrano le misure con cui si vogliono dare risposte certe alla grave crisi che sta vivendo il mercato del lavoro. «In un momento di difficoltà come questo – spiega Castiglione – la Task force si aggiunge alle tante iniziative che l’Ente ha già avviato per il rafforzamento economico del proprio territorio. La Provincia ha inserito nel proprio bilancio 10 milioni da destinare ai consorzi Fidi per facilitare l’accesso al credito e 1 milione e 200mila euro per la concessione di contributi in conto capitale alle imprese artigiane. Abbiamo progettato – prosegue – un piano Itc per l’eccellenza del settore high-tech, che sostenga la nascita e lo sviluppo delle imprese nel territorio catanese ed emesso una Direttiva per accelerare la liquidazione ai fornitori che riduca a meno di 30 giorni i tempi di pagamento. E abbiamo definito un contratto di servizi tra la Provincia e Pubbliservizi, nella quale abbiamo inserito anche 22 ex Cesame». Mission della Task force intervenire nei processi di riaggiustamento industriale ed occupazionale in materia innovativa, coinvolgendo tutti gli attori interessati e operando attraverso tre linee strategiche: implementazione delle capacità conoscitive dei contesti produttivi; promozione e istituzionalizzazione di modalità virtuose di governo della crisi; sostegno alle necessità di flessibilità dei contesti produttivi. Ciò attraverso il monitoraggio dei contesti; il raccordo con il Tavolo di crisi regionale; l’attivazione e/o individuazione di misure di sostegno specificamente rivolte alle emergenze attuali, con la proposta, fra l’altro alla Regione di delocalizzazione a livello di provincia per la stipula di concessione per la aziende fino a 15 dipendenti e la stipula con il sistema creditizio di una convenzione per l’anticipazione degli importi degli ammortizzatori sociali in deroga ai lavoratori. Ancora, si è parlato della promozione presso la Regione di una linea di finanziamento legata alla riorganizzazione finanziaria ed alla capitalizzazione delle imprese. Plauso generale, da parte dei presenti, sull’istutuzione della Task force, con «riserva» sui contenuti. I segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Francesco Battiato, Alfio Giulio e Angelo Mattone assicurano piena collaborazione a un organismo «che si caratterizzi da subito come tavolo operativo di confronto evitando, invece, che scada in un pletorico, inutile e affollato ritrovo di sigle». Al presidente della Provincia, inoltre, i sindacati suggeriscono la previsione di investimenti sulla formazione continua dei disoccupati, che accompagni l’erogazione degli ammortizzatori social. Battiato, Giulio e Mattone, altresì, ritengono utile la previsione di un ruolo forte di interlocuzione che la Provincia anche attraverso la task-force vuole svolgere con la Regione a cui, tra l’altro, va ribadita la richiesta di rivitalizzazione delle Asi. A proposito di imprese, infine, Cgil-Cisl e Uil chiedono al presidente Castiglione «una revisione dell’ipotesi di intervento della Provincia nel capitale sociale di nuove imprese con quote di minoranza: e’ evidente, infatti, che la stagione delle partecipazioni pubbliche e’ finita da tempo». Più «duro» il commento di Adusbef, Codacons. Consambiente e Consumatori Italiani per i quali il territorio «versa in uno stato di emergenza tale che tutte le risorse dovrebbero essere convogliate verso uno sviluppo armonioso in termini di ambiente, di impresa, di gestione della cosa pubblica. Occuparsi di ciò con serietà e in tempi rapidi, smuoverebbe già enormemente la situazione lavorativa, creando nuove opportunità e spazi per i disoccupati e chi perderà il lavoro a causa della crisi».
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