Eternit, una strage in cerca di giustizia
-
fonte:
- Il Centro
- La Provincia Pavese
TORINO. Dopo l’avvio del processo Thyssen, nelle aule del Tribunale di Torino torna di scena la tragedia delle morti sul lavoro. Si è svolta ieri la prima udienza preliminare del procedimento contro gli ex vertici della multinazionale Eternit, azienda produttrice di materiali in amianto con impianti in diverse parti d’Italia. L’Eternit è accusata di essere responsabile della morte per mesotelioma pleurico di oltre 2000 lavoratori degli stabilimenti italiani di Casale Monferrato (in provincia di Alessandria), Cavagnolo (Torino), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (in provincia di Napoli). Si apre così un processo di dimensioni record: oltre 200mila pagine di atti, decine di avvocati, 2889 parti offese (che potrebbero salire a 5700) per una silenziosa ecatombe durata decenni. Al banco degli imputati, ieri vuoto, saranno chiamati a sedere gli eredi della multinazionale, il 61enne miliardario svizzero Stephan Schmidheiny e l’81enne nobile belga Jean de Cartier de Marchienne, che con una nota inviata negli scorsi giorni alla stampa del proprio Paese ha respinto ogni reponsabilità. Davanti al Palazzo di giustizia torinese si è radunata nella mattinata di ieri una folla di parenti delle vittime, ex lavoratori e cittadini arrivati dalle aree dei quattro stabilimenti italiani. A loro si è unita una fitta delegazione di associazioni francesi di vittime dell’amianto, approdata a Torino per manifestare in occasione del primo processo condotto in Europa contro la multinazionale; e da mezzo Continente è arrivato il nutrito schieramento di giornalisti che ha trascorso la mattinata tra le scalinate e l’atrio del tribunale. "Via l’amianto", "Eternit: fermiamo la strage": i numerosi striscioni con i quali le associazioni chiedono giustizia campeggiano tra le bandiere dei sindacati e ricordano le dimensioni di una tragedia a scoppio ritardato che, nonostante la messa al bando delle produzioni in amianto nel 1992, continua ancora oggi a mietere vittime. Intanto, nelle aule la mattinata è trascorsa con l’interminabile appello delle parti civili; talmente lungo che per motivi logistici la giornata di ieri è stata dedicata ai cognomi dalla A alla M, mentre nella giornata di domani si dovrebbe completare l’elenco, che comprenderà anche le tre Regioni interessate – Piemonte, Emilia Romagna e Campania -, le Provincie di Torino e Alessandria, i Comuni piemontesi di Casale e Cavagnolo, il Comune emiliano di Rubiera, la Cgil, la Cisl e associazioni come il Codacons, Medicina democratica, l’Associazione famigliari vittime amianto Casale e l’Associazione italiana esposti amianto. E tra gli enti costituitisi parte civile figura anche l’Inail, che ha chiesto un risarcimento record da 246 milioni di euro per coprire la spesa sostenuta negli anni per indennizzare le famiglie delle persone decedute o gravemente ammalatesi di mesotelioma pleurico o asbestosi.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- SANITA'
-
Tags: Amianto, eternit, parte civile, processo, Risarcimento, stephan schmidheiny, torino
