7 Aprile 2009

Eternit, migliaia le parti lese

Amianto. Al processo di Torino chiesti 246 milioni di danni Eternit, migliaia le parti lese

 TORINO Oltre 2mila morti, quasi 3mila parti civili citate ma con la prospettiva che le parti lese arrivino a 5-6mila. Mentre si continua a morire con una media di 50-55 decessi all’anno. Il processo che siè aperto ieri a Torino per la vicenda Eternit – l’azienda che lavorava l’amianto negli stabilimenti di Casale Monferrato (Alessandria), Cavagnolo (Torino), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli) – ha numeri da record. Un record di cui Torino, dove è in corso anche il processo per i morti della Thyssen Krupp, avrebbe volentieri fatto a meno. In realtà la maggior concetrazione di vittime si è resistrata, e si continua a registrare, a Casale, dove era la sede centrale dell’azienda. Muoiono gli ex dipendenti, ma anche le mogli che lavavano le tute dei mariti, i bambini che giocavano intorno alla fabbrica, i commercianti che servivano i panini e le bibite ai lavoratori della Eternit. Tutti coloro che, in qualsiasi modo, venivano a contatto con l’amianto. Una strage infinita. Ieri a Torino sono arrivate delegazioni da tutte le aree in cui l’Eternit aveva stabilimenti. Dall’Italia, ma anche 5 pullman dalla Francia. Due soli gli imputati, entrambi assenti ieri (d’altronde si è trattato solo della prima udienza preliminare, dedicata a questioni tecniche): l’ottantottenne barone belga Jean Luois Marie Ghislain de Cartier de Marchienne e lo svizzero Stephan Schmidheiny. Quest’ultimo, da tempo pentito e trasformato in uno strenuo sostenitore dell’ecologia, ha giò offerto un risarcimento alle vittime e ai loro familiari, nell’ordine dei 30 mila euro di media per ognuno. Ma l’Inail chiede 246 milioni di risarcimento per le spese sostenute con le pensioni di indennità erogate a chi si è ammalato. L’udienza di ieri è servita per la presentazione delle domande di costituzione di parte civile di circa 500 persone fisiche oltre agli enti pubblici e alle varie associazioni.  Tra chi ha già chiesto di costituirsi le Regioni Piemonte, Emilia Romagna e Campania, le Province di Alessandria e Torino, Codacons, l’associazione dei famigliari vittime amianto di Casale, alcune sigle sindacali. Per ragioni pratiche la giornata di ieri è stata riservata ai cognomi dalla A alla M, mentre domani si completerà la presentazione.

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