I turisti spenderanno il 25% di meno
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fonte:
- il Tirreno
Toscana: prenotazioni a rilento nelle città d’arte, musei a picco E’ l’anno delle offerte e dei saldi. Ma restano troppi balzelli, per esempio sui pullman
FIRENZE. In vacanza a Pasqua, ma senza aprire il portafoglio. Federalberghi prevede, turisticamente parlando, una Pasqua non tragica per il Belpaese, anche grazie al calendario favorevole, ma molto «abbottonata», tanto da stimare che la spesa a testa diminuirà di un quarto rispetto allo scorso anno. In Toscana, però, i dati allarmanti del calo di affluenza nei musei fanno temere una diminuzione non solo di fatturato, ma anche di presenze nelle città d’arte. Che le vacanze pasquali saranno all’insegna del low cost lo conferma Gianfranco Lorenzo, del Centro studi turistici: «La preoccupazione è forte – spiega – anche se i dati sono difficilmente comparabili per il fatto che mai come quest’anno si è partiti così presto con le offerte promozionali. Tre per due, gratuità per il figlio e altro ancora; quest’anno gli operatori hanno messo tutte le risorse in campo per tentare di mantenere i volumi». La spiegazione di questa politica del saldo permanente arriva dai dati sull’affluenza nei più titolati musei fiorentini che rappresentano un termometro essenziale non solo per la Toscana. Il meno 28,4% dell’Accademia e il meno 41 delle Cappelle medicee fanno paura, soprattutto ad un segmento, quello del turismo d’arte, che in questi anni aveva retto meglio alla crisi. Pisa e Lucca. Forse Firenze rischia di più, ma nessuno ha voglia di fare del trionfalismo. «A Pisa – commenta l’assessore Giuseppe Forte – ci attendiamo un calo inferiore alla media, anche se nel primo trimestre abbiamo registrato un calo nell’arrivo di bus turistici. Superata la Pasqua, contiamo molto sul richiamo delle iniziative legate all’anno galileiano, alla regata delle repubbliche marinare, al giugno pisano». A Lucca, le prenotazioni vanno a rilento, nonostante quest’anno la Pasqua cada in un periodo favorevole. «Di questi tempi – afferma Francesco Colucci, direttore dell’Apt – avevamo già il tutto esaurito, mentre adesso abbiamo ancora delle disponibilità, circa un quarto del totale, che speriamo di coprire. Anche per questo, abbiamo puntato tutto sul last minute». Se la Pasqua è la vacanza degli italiani, la Pentecoste è il test decisivo per i tedeschi: «Non ci aspettiamo un crollo degli arrivi dall’estero – aggiunge – anche se non sarà certo un’annata eccezionale». Le altre città d’arte. Perfino Pistoia, che negli ultimi anni è cresciuta con un trend eccellente, accusa una flessione delle presenze del 4,5% e una diminuzione degli arrivi del 2,5. «Le città d’arte cosiddette minori – commenta l’assessore provinciale Nicola Risaliti – risentiranno meno della flessione e per Pistoia è quasi un calo fisiologico dopo anni di crescita. Noi contiamo sul forte lavoro fatto con marketing e promozione. Nel 2007 e nel 2008 l’Istat ha registrato un consistente aumento della presenza di Pistoia sui cataloghi dei tour operator e speriamo di raccoglierne i frutti». Troppi balzelli e pochi eventi. Secondo Massimo Biagioni, presidente regionale di Confesercenti, «c’è bisogno di un maggior traino con eventi e iniziative che sappiano ridare smalto al fascino delle nostre città d’arte. Speriamo che la campagna promozionale della Regione possa dare buoni frutti e aiutare la Toscana a tornare alla ribalta». Di certo, a pesare è anche la politica dei ticket sui bus turistici: «Quando si fa pagare un pullman – aggiunge – 200 o 250 euro al giorno si determina un aumento dei costi della vacanza che ha conseguenze sulle scelte dei tour operator». A rincarare la dose ci pensano i consiglieri regionali Alberto Magnolfi e Stefania Fuscagni di Forza Italia-Pdl: «I dati sul turismo museale in Toscana nel 2008 fanno impressione: meno 7,54% di presenze rispetto al 2007, ossia 450mila unità e una netta contrazione delle entrate 1,3 milioni di euro. La Toscana realizza la performance peggiore del 2008, seconda solo alla Campania». Il sottosegretario al turismo Vittoria Brambilla annuncia che la prossima non sarà una «Pasqua di Passione», mentre Carlo Rienzi, presidente del Codacons, prevede invece «una diminuzione delle presenze e una contrazione dei giorni di pernottamento e della spesa complessiva, dovuti non solo alla crisi, ma anche e soprattutto alla concorrenza spietata degli altri paesi, dato che in Italia gli alberghi, i ristoranti e le strutture turistiche sono ancora troppo care».
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