Antenne, ritirate cinque richieste
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fonte:
- Messaggero Veneto
FAGAGNA. La possibilità di vedere antenne di telefonia mobile nel centro cittadino, magari sul tetto dei condomini, ha radunato a Fagagna una folta assemblea: in tanti hanno partecipato all’incontro organizzato dal Comitato di cittadini nato in seguito al paventato arrivo dei ripetitori. Ipotesi che, però, al momento è scongiurata, come ha annunciato a sorpresa dalla platea il sindaco Gianluigi D’Orlandi. Delle 5 ditte che avevano fatto richiesta, nessuna, ? ha detto il sindaco – neanche quella che fino a poco tempo fa era interessata, vogliono più installare antenne. «Lo scopo di questa serata – ha detto Flavia Presello del Comitato – è ottenere e dare informazioni a chi può trovarsi nella nostra situazione. Siamo stati chiamati a deliberare per l’installazione di un’antenna sul nostro condominio; ci siamo opposti, ma i pareri erano vari. Ci siamo informati scoprendo che a Fagagna non c’è un piano che regolamenta il posizionamento e ci siamo chiesti: i privati possono sostituirsi al pubblico? La cosa ha poi riguardato il condominio di fronte. Il Comitato è nato per capire cosa fare: non siamo contro le antenne, la tecnologia è utile, ma chiediamo che si considerino siti alternativi al centro». Sono intervenuti Luciano Zorzenone, presidente Cordicom Fvg, Vitto Claut, presidente regionale Codacons, l’ingegner Alessandro Munisso, tecnico di radiofrequenze, il commercialista Piergiorgio Strizzolo, il medico internista Aldo Iengo, e Marino Visintini presidente Circolo Legambiente di Udine: unanime la preoccupazione per i rischi per la salute, la svalutazione degli immobili, i dubbi vantaggi economici per i proprietari, il possibile degrado per Fagagna, uno dei più bei Borghi d’Italia. Il Comune è stato accusato di non aver ancora un piano ad hoc che avrebbe evitato problemi: «Ho seguito la nascita della legge regionale in materia – ha detto il sindaco -; non era la soluzione al nostro problema. La Regione scaricava sui Comuni il dovere di fare i piani senza strumenti per contrapporsi alle ditte che avevano interessi a installare antenne. Queste depositavano presso i Comuni le aree in cui volevano posizionarle. Il nostro Comune, d’intesa col Parco Alimentare, ha attivato la procedura per giungere al Piano; non è stato fatto prima perché lo si vuole omogeneo con gli altri comuni del Parco; pur se avessimo definito le zone non avremmo risolto il problema. Le aziende possono far ricorso; è successo in altri Comuni che hanno il Piano. Meglio indirizzare le scelte in luoghi più adatti». Sicuramente fuori dal centro, ha replicato Claut: «e se una ditta vuol installare un’antenna su un condominio, tutti i condomini devono essere d’accordo. Chi non lo è può impugnare il provvedimento e farlo annullare dal giudice, e può anche citare in giudizio il sindaco se il Comune non ha il Piano. Il sindaco deve tutelare la salute dei cittadini».
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